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Società
Italiana di Agopuntura XXX
Congresso Nazionale SIA 5
e 6 Giugno 2010 Milano Università
Statale di Milano Dipartimento
di Morfologia Umana via Mangiagalli 31 Milano Relazione
di Carlo Moiraghi Direttore
Scuola ALMA di agopuntura Associazione
Lombarda Medici Agopuntori Curare
con il respiro Riassunto
La relazione introduce la metodica
terapeutica del respiro, e nell’intento
di riunire ciò che è stato diviso la
presenta in un ampio scenario, tradizionale
come moderno, dai profili accademici come alchemici, individuandola sia quanto
alle basi fisiologiche e ai contenuti chimici e metabolici sia quanto ai
significati energetici organici e sovraorganici, personali e transpersonali. In
chiusura viene presentato il Cantico dei nove soffi. Abstratc
The
report introduces the therapeutic method of breathing, and in order to
reunite what was divided present it in a large traditional and modern scene,
showing it as in the academic as in the alchemic profiles, specifically
identifying its physiological
bases and chemical and metabolic contents as organic and overorganic energetic,
personal and transpersonal, meanings. In closing is presented the Song of the
nine breaths. Curare
con il respiro Medicina e respiro Da sempre il respiro e le
sue modalità sono al centro dell’interesse di circa ogni percorso umano
rivolto alla salute, moderno come tradizionale, occidentale come orientale. o
Muovendo dalla medicina moderna: ·
nelle tecniche psicocorporee
occidentali, le modalità respiratorie valgono quale riconosciuto
presidio sia a mantenere che a favorire il benessere e la salute. ·
nella rianimazione cardio-polmonare,
la respirazione è centrale metodica terapeutica di
emergenza realizzata, coordinata a compressioni toraciche, mediante
insufflazioni interpersonali dirette, espirazioni bocca a bocca, o a bocca e
naso nei bambini. Il pensiero va qui al passo sacro: Allora
Jhwh plasmò l’uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un
alito di vita e l’uomo divenne vivente
Vecchio
Testamento, Genesi o
Venendo alla medicina cinese: ·
nella vasta area delle discipline
psicocorporee cinesi, qigong e
taijiquan,
al respiro è certo riservata attenzione centrale. ·
nell’agopuntura e nel massaggio tuina,
le tecniche di tonificazione e dispersione dei punti
corporei riservano identica cura alle diverse fasi respiratorie sia del medico
che del paziente. ·
quanto però alla respirazione
quale metodica terapeutica di per sé, l’odierno compendio
medico cinese canonico circa nulla segnala. o
La metodica terapeutica del respiro all’interno della MTC è invece l’argomento di questa
relazione che mi permetto di scrivere unicamente come colui che apprende non
come colui che insegna, fin d’ora chiarendo come non presenti qui risultati di
ricerche sperimentali e studi osservazionali, statistiche e casistiche, ma solo
la mia ferma impressione che la metodica
del respiro rappresenti un interessante campo di terapia, arcaica cura da
sempre nostra eppure oggi ancora da decifrare.
·
fin d’ora conviene evidenziare la
peculiarità di questa metodica. A differenza degli altri strumenti terapeutici, come aghi, moxa, coppette, alimenti,
farmaci, l’espiro ha infatti la peculiarità di essere soffio dinamizzato,
vapore vitalizzato, flusso vivo, è cioè strumento terapeutico portatore della
tinta e della cifra intima dell’organismo vivo.
Proprio questa sua natura e questo suo numero lo rendono più agilmente e
direttamente assimilabile dall’organismo malato perché è flusso dotato dei
parametri intrinseci del vivente, quell’essere materia viva che accomuna
paziente e terapeuta. Sotto questo avviso unicamente il tuina,
il massaggio tradizionale, seppure in modo alquanto diverso, gli è in qualche
misura accomunabile. Primi
passi Per quel che vale,
riassumo l’avvio delle mie prime esperienze con questa metodica. Da parecchio
tempo avevo in animo di utilizzare questo metodo terapeutico all’interno della
medicina cinese e dell’agopuntura ma nei fatti non mi sentivo di farlo e
questo anche in relazione alla gestione di questa metodica da un punto di vista
pratico e professionale, la consideravo infatti distante sia dalle mie corde che
dalle aspettative del paziente. Così è trascorso un congruo periodo di
gestazione prima dell’inserimento pratico di questa metodica all’interno
della mia attività terapeutica. Inizialmente ho
preso ad utilizzarla su taluni importanti punti energetici che i testi
cinesi classici sconsigliano di trattare con gli aghi, cosa per contro
ampiamente fatta senza per altro evidenti conseguenze negative, ad esempio i
punti beishu, shu del dorso. o
Vale qui riprendere il Neijing
Lingshu 51 da cui la mia esperienza sulla metodica del respiro
ha preso avvio. E’ breve capitolo che contiene, come altri passi classici, espressi divieti alla pratica
dell’agopuntura oggi ampiamente disattesi. I
punti shu degli organi. L’Imperatore Huangdi e il medico Qibo. L’imperatore
Huangdi: “Parlami dei punti shu del dorso.”
Qibo: “Questi punti shu sono: Dazhu, Feishu, Xinshu, Geshu, Ganshu,
Pishu, Shenshu. Può fare questa esperienza: Palpando questi punti, il dolore
all’organo corrispondente migliora in breve. Ma non pungete mai questi punti,
che siano in pienezza o in vuoto trattateli solo con moxa. Per tonificarli
lasciate che il fuoco della moxa si consumi da sé e si spenga, per
disperderli soffiate sulla moxa per attivarne la combustione, ma
soprattutto non pungete in nessun caso questi punti, specie Geshu, perché
rischiate di alterare l’organo corrispondente e ledere il soffio del malato.
Se questi punti vengono punti più di cinque volte, come anche i punti
Wuli, il soffio del malato viene del tutto leso.
Non appieno convinto in
taluni casi clinici dell’appropriato utilizzo
della moxibustione sui punti beishu, ho preso dunque a trattarli
espirando in essi. In seguito ho ampliato l’utilizzo di questa metodica oltre i punti beishu, ad esempio nel trattamento di alcuni punti
feng, vento.
E’ stato praticando via via questa metodica che ho poi
iniziato a organizzare una sua metodologia di intervento, inserendo poi
nei fatti questa pratica fra le mie
metodiche terapeutiche MTC, trattando quindi liberamente con essa taluni punti
all’interno dei trattamenti di agopuntura.
Modo
e metodo Si tratta di metodo di
cura tanto semplice quanto profondo. E’ quanto fa il bambino quando cadendo si
è sbucciato il ginocchio, ci soffia sopra. E’ quanto fanno la nonna e la
mamma quando il bambino si lamenta per un qualche dolore, ci soffiano sopra,
talune con l’intento di allontanare il dolore, talune con l’intento di
nutrire l’area corporea dolente, talune semplicemente come coccola. Questi esempi chiariscono
come in questa pratica il modo sia centrale almeno quanto il metodo, e a
descriverlo inevitabile viene immediato l’ideogramma
ai, amore: composto nella parte superiore da respiro, nella parte
centrale da cuore, nella parte inferiore da movimento armonioso, che
pare confarsi alla pratica che stiamo introducendo.
Trattare con il respiro è
per altro antica pratica esoterica propria di diverse tradizioni, specie
sciamane. Numerose tradizioni curative ne hanno fatto uso e a tutt’oggi la
utilizzano anche se però non è immediato reperirne dettati né dati certi, è
infatti pratica esperienziale, individuale, intima, silenziosa, è via interna,
forse la più ovvia e intuitiva via dell’alchimia corporea, ed in questo la
cura con il respiro da sé si pone quindi lontana dai protocolli, dalle
teorizzazioni, dalle algoritmiche razionalizzazioni e comunque dagli scenari
accademici. Coordinate
interpretative Contesto
tradizionale Conviene
ora situare la metodica terapeutica del respiro nel vasto arco
delle metodiche terapeutiche tradizionali canoniche: aghi, moxa,
coppette, discipline psicocorporee, massaggi, diete, farmacopee, ed
individuarne le principali modalità:. o
Quanto dunque alle metodiche
terapeutiche tradizionali, la metodica del
respiro riconosce diretti riferimenti
e attinenze: ·
si fonda
nell’esperienza delle discipline psicocorporee, qigong o altro
lavoro esperienziale, di cui rappresenta una particolare espressione e
applicazione terapeutica. La metodica che intendiamo può essere attuata
unicamente in stato interno, e necessita dell’assunzione dello stato centrato
di coscienza da parte del terapeuta. Si tratta infatti è di pratica dai
caratteri della così detta alchimia organica. ·
corrisponde
al massaggio tuina nell’intervento diretto, personale e fisico
del terapeuta sul corpo del paziente. ·
aderisce
e affianca l’agopuntura e la complementa e ne esalta la penetratività
energetica. ·
genericamente
possiamo quindi inserire la metodica del respiro all’interno
della qigong agopuntura, area psicocorporea dell’agopuntura che
implementa le capacità terapeutiche di quest’ultima mediante il contributo
delle capacità energetiche dell’agopuntore esperto praticante di qigong.
o
Quanto alla sua pratica attuazione,
la metodica del respiro presenta poi
complementari e diverse modalità:
·
respirare nei punti di agopuntura
di comando, nel tronco, nel collo, nella testa, negli arti. ·
respirare nei punti di agopuntura
adiacenti, punti regionali. ·
respirare nei punti di agopuntura
locali. ·
respirare nei punti dolorosi. o
Quanto alle regole terapeutiche
tradizionali va anche notato come questa metodica, al pari
degli altri metodi, possa essere realizzata secondo i principi, adeguando quindi
i metodi e i modi del soffiare alle regole della tonificazione e della dispersione,
in relazione ai singoli casi clinici. o
Quanto poi al generale contesto MTC,
la metodica del respiro va intesa, come del resto
altri recuperi di metodiche terapeutiche che stiamo attuando, all’interno del
compendio della Scuola del Metallo che
interpretiamo, fattivo scenario di rinnovata ideazione e elaborazione in termini
tradizionali. Flusso vitaleVeniamo
ora a considerare i fondamenti della metodica
del respiro. o
Anzitutto
le caratteristiche materiali dell’espiro. ·
L’amico
fisiologo Claudio G. Molinari chiarisce come oltre che per il CO2,
l’espiro si distingua per la presenza di vapore acqueo saturo, e a riguardo
segnala la seguente tabella.
·
Va poi notato come anche la
temperatura differenzi l’inspiro dall’espiro, nell’inspiro infatti la temperatura è variabile in
relazione alle diversità dei climi ambientali, mentre nell’espiro essa è
espressione del calore organico interno e quindi, pur nelle differenze
individuali, è piuttosto costante,
il cui riferimento sono i circa 37° organici.
A questi riguardi il Molinari segnala poi la rilevanza degli stimoli termici
del tutto innocui consistenti in piccole variazioni di temperatura. Particolari
recettori termici e
specifiche afferenze cutanee termosensibili rispondono
infatti proprio a pochi gradi di divario termico, (RJ.Schepers,
M.Ringkamp 2010), come è nel
nostro caso il modesto calore dell’espiro. ·
Stabili
espressioni dell’espiro risultano dunque il valore acqueo e il calore,
e questa è precisa la natura e la cifra di noi uomini, animali a sangue caldo
con massa corporea composta di acqua per oltre due terzi. L’espiro è dunque
flusso vitale centrifugo che ci rappresenta appieno. ·
Vapore acqueo e calore
rappresentano così le due componenti materiali della stimolazione attuata dall’espiro sul punto di agopuntura,
ed è proprio da questa sommatoria di calore e umidità che deriva all’espiro
sul punto una temperatura relativa, calore percepito, ben maggiore, da cui la
capacità di attivazione materiale del punto stesso. Da queste note deriva per altro come la metodica del respiro e la
metodica della moxibustione, stante i differenti gradienti di calore e di
umidità che determinano, attivino differenti sensibilità e afferenze e vie
somatiche. o
Quanto
alla lettura MTC vapore acqueo e
calore evocano poi il sanjiao,
il triplice riscaldatore, viscere
solitario della via delle acque che nel fuoco terreno si realizza.
Vale
qui ricordare le dinamiche respiratorie evidenziate dalla MTC coinvolgano
l’intero sanjiao, e
come la metodica terapeutica del respiro si fondi sull’intero ciclo respiratorio. ·
L’espiro
è retto da fei, il polmone, e globalmente dal shangjiao, il riscaldatore
superiore, ed è qui centrale l’apporto di xin, il cuore della mente, e
della sua dimensione spirituale, shen. L’inevitabile rimando è qui
ancora all’assetto meditativo e allo stato di coscienza centrato,
straordinario come taluni preferiscono dire, apicale stato esperienziale che
ritengo del tutto implicito alla pratica di questa metodica. ·
L’inspiro
è poi retto dal rene, shen, e
globalmente dal xiajiao, il riscaldatore
inferiore, dove è importante
l’apporto del fegato, gan, a promuovere e governare lo sviluppo transpersonale di questa
metodica. In
fase inspiratoria è dunque il rene a reggere dal basso la via delle acque
complementando il polmone, e a fortificare il terapeuta e il suo respiro del zhi,
la volontà corporea, in cui è plasmato. ·
Altrettanto
da notare è la fondamentale rilevanza, nella pratica della metodica
del soffio, delle due pause respiratorie, governate dal zhongjiao, il
riscaldatore medio, e dalla milza, pi,
centrale nel promuovere e distribuire i liquidi organici e nel trasformare le
direzioni dei soffi, sia centripeti che centrifughi, come il passaggio
transpersonale, sostenuto da i,
decisione e proposito e intento, che il riscaldatore medio elabora e organizza. o
Se fino a
qui abbiamo considerato i contenuti e i valori materiali della
metodica del respiro ed i suoi significati energetici organici, va detto come il
suo centro brilli però negli sviluppi sovraorganici. ·
Quanto alla tripartizione delle
metodiche terapeutiche nei tre veicoli, inferiore, medio, superiore, e ai nove gradi che
li compongono, intesi nella proiezione terra,
uomo, cielo, la metodica terapeutica
del respiro può certo essere attuata secondo i modi diversi in relazione
alle diverse caratteristiche e tinte dei diversi terapeuti. Resta comunque che
essa è intrinsecamente collegata al veicolo superiore che abbraccia la
matrice più sottile. Quanto ai tre gradi di questo veicolo, come detto
si attivano qui le capacità dell’agopuntore di promuovere e fare convergere
le benevolenze sottili che guidano e sostengono l’atto curativo, entità
benefiche interagenti con i corpi sottili del terapeuta come del malato. Qui,
ove lo strumento terapeutico cede del tutto alla metodica e la metodica cede al
modo curativo, vuoto e centrato e retto e aperto, l’alito può ancora
supportare l’intento curativo e la sua realizzazione.
·
Per quanto ci concerne in buona approssimazione la metodica del respiro è quindi
in buona misura interpretabile come pratica
di canalizzazione, il centro del
processo terapeutico che essa determina si attua infatti nel promuovere la
convergenza delle virtù sanatrici terrestri e celesti nell’organismo malato. o
Per altro
notiamo come trattandosi di metodica solo da poco recuperata
e presentata al consesso MTC non ci stupirebbe, ne siamo anzi certi, che altri
terapeuti con altre propensioni, la possano realizzare in modi differenti,
adeguandola alle proprie individuali nature, cogliendone e marcandone altre note
e altre tonalità, come sovente per altro accade nel pratico utilizzo del
compendio tradizionale, univoco e stabile nel fondamento quanto adattabile e
duttile nell’attuazione.
o
Infine, dato che il respiro può
essere veicolo batterico e virale, si può porre la questione
della teorica possibilità contaminatoria di questa metodica. Proprio la
positiva peculiarità della metodica del
respiro, l’essere cioè flusso vitale organico, partecipe quindi della
natura e delle caratteristiche dell’organismo vivente, può così almeno in
linea teorica sollevare la questione di eventuali possibili conseguenze patogene
dato che il corpo umano è tutt’altro che organismo asettico se è vero che,
come è sostenuto, un uomo è composto da un maggiore numero di batteri che di
cellule. A riguardo possono valere alcune considerazioni. ·
E’ ancora il Molinari a
ritagliare la questione notando come l’espiro di
una persona in buona salute sia fase respiratoria sufficientemente asettica
almeno quanto a carica batterica. In stato di buona salute i microrganismi
assimilati con l’inspiro verrebbero infatti neutralizzati per lo più dai
macrofagi e più in
generale dall’intero apparato immunitario presente nelle vie aeree superiori e bronchiali,
Galt e Balt. E sotto questo avviso la metodica del respiro è certo pratica riservata a persone in
buona salute e in benessere, come del resto è sempre la pratica agopuntoria. In
proposito il Neijing Lingshu
9 infatti recita: Esistono
interdizione all'agopuntura. Sono le seguenti. Non si pratichi agopuntura appena
prima ed appena dopo il coito. Nè in stato l'ebbrezza. Nè in stato di collera.
Nè in stato di affaticamento. Nè dopo un abbondante pasto. Nè in stato di
grande fame. Nè in stato di grande sete. Nè dopo una grande paura. Nè dopo un
lungo viaggio. Non si pratichi l'agopuntura che dopo un buon periodo di riposo,
altrimenti si altera l'energia dei Canali e l'energia vitale del paziente. ·
A salvaguardia, può poi essere
comunque scelta opportuna porre sulla pelle del paziente una garza sterile. ·
Resta la norma, propria di
qualsiasi atto medico, di informare il paziente
circa la precisa metodica che si intende attuare e domandarne il consenso. Cantico
dei nove soffi Ad individuare la forma
esperienziale propria della metodica del respiro e a riflettere anche
nella figura espositiva le cifre che ne fanno pratica lieve e impalpabile quanto
interna e intima, la relazione sceglie infine la poetica del Cantico dei nove
soffi: 1. Con
cuore vuoto e centrato e
aperto e retto, mani
congiunte sul punto da curare in
modo che non restino vie
di dispersione, vi
adatti le labbra 2. Con
umiltà e certezza e pace, come
un monte, aliti
nel corpo del malato i
fiati benedetti del cielo e della terra. Tale
è il tuo intento, sereno
e stabile come una preghiera 3. Dal
mondo sottile attraverso di te ora
penetrano in lui i
benefici nutrienti e
le purificanti cure. E’
come un canto e
neppure è per te faticoso 4. Il
soffio curativo ti percorre, ti
sceglie e in questo tu lo scegli. Altrimenti,
quando non ti chiama non
ti ostini, non forzi, non
lo pratichi. Fai
altro e mai improvvisi 5. Secondo
l’intento e
le due vie della cura il
tuo respiro si fa come il silenzioso vento sereno
e lungo e portante e
leggero e persistente che
rinvigorisce e impollina le colline 6. Oppure
il tuo alitare si
fa come la brusca brezza vigorosa che
ripulisce la valle intera di
ogni sbieco arbusto secco e
spazza via le nuvole a
ritrovar le stelle 7. Secondo
l’intento e
le due vie della cura fai
conta dei tuoi fiati, per
ora non più numerosi delle
dita della mano. E
delle pause fra essi fai tesoro 8. Nella
cura ti riveli decisa linea austera
come piatto lago ed
attui esatto ciò che è, ciò
che sei, mai
ciò che non sei, ciò che non è. Ti affidi unicamente alle
tue corde 9. Insieme
infine celebrate le
sapienti potenze salutari e
ringraziate, sinceri
silenziosi testimoni pacificati
entrambi, tu
vuoto sentiero e lui vivente terra
Bibliografia minima ·
Sull’argomento in libreria
troviamo unicamente La terapia del soffio di Federico Ballarin,
Edizioni Mediterranee, Roma, 1997 - 2002. Tratta della via di cura imparata
dall’autore dal Maestro Zen Inoue Muhen, 1909 - 2000, monaco buddista della
scuola Soto che negli anni ’90 ha in varie riprese soggiornato in Italia
insegnando la sua terapia del soffio, che si realizza nel soffiare nei
metodi e nei modi opportuni, per lo più in ripetuti cicli di ventuno respiri,
per lo più nei punti del corpo che presentano patologie e che quindi non si
avvale dei punti di agopuntura. Beninteso, io non ho
conosciuto il Maestro Inoue Muhen, cui va tutta la mia stima e il mio rispetto,
leggendo di lui scopro nei suoi Insegnamenti la sapienza e la sensibilità e la
semplicità, le tre inscindibili fondamenta della via maestra. ·
La metodica terapeutica del respiro che io attuo si è però
organizzata indipendente dalla Scuola
del Maestro Inoue Muhen. Come detto, le differenze
di fondo fra i due approcci paiono risiedere nel contesto della metodica che io
situo all’interno del compendio medico cinese, sia quanto alla fisiologia,
canali, punti, soffi, respiri, sia quanto alla terapeutica, e complemento cioè
liberamente con le altre metodiche terapeutiche MTC, per lo più svolgendo la
metodica del respiro unicamente su
alcuni punti all’interno di una congrua ricetta di agopuntura. |
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