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Istituiti
a Milano i Registri per le Medicine non Convenzionali. 01/11/2009
di
Dott. Ugo Tamborini, Referente Commissione Medicine non Convenzionali
dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano
Le Medicine non Convenzionali sono ormai una realtà ben consolidata in Italia,
come dimostrato da uno studio del CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali) del
2008 dal quale risulta che nell'ultimo anno il 23.4% della popolazione italiana
si è affidato a queste terapie. Di fronte a cifre di questo genere è evidente
che le istituzioni non possono non prendere in considerazione il fenomeno e
cercare di regolamentarlo e tra tutte l'Ordine dei Medici in primis.
Il ruolo primario di ogni Ordine professionale è senza dubbio quello di farsi
garante della Professione stessa e di tutti coloro che, operando all'interno di
essa, sono tenuti ad esercitarla secondo principi di etica e deontologia, ed in
questo ruolo di garante della professionalità dei Medici l'Ordine deve anche
poter assurgere al ruolo di promotore della identificazione degli stessi da
parte dell'utente/paziente. In quest'ambito ed in particolare nel campo delle
Medicine non Convenzionali si incanala il tentativo, nelle more di un
auspicabile riconoscimento accademico di tali attività, che oggi non c'è, di
normare qualcosa che al momento di fatto normato non è, attraverso la
costituzione di albi/registri delle Medicine non Convenzionali.
L'Ordine di Milano si è sempre distinto anche in passato per una particolare
attenzione alle problematiche della medicina non convenzionale e già nel 99,
ben prima della famosa delibera di Terni della FNOMCeO, si cominciava a lavorare
per l'istituzione di registri per l'agopuntura, l'omeopatia e la fitoterapia,
anche se poi di fatto l'iniziativa non ebbe seguito, per motivi indipendenti
dalla volontà del Consiglio Ordinistico di allora.
Il problema era quello di identificare, come sollecitato dalla stessa delibera
di Terni del 2002, in assenza di una normativa accademica universalmente
riconosciuta, i criteri per consentire l'inserimento nei registri stessi.
Finalmente dunque, dopo anni di lavoro della sua Commissione Medicine non
Convenzionali, l'Ordine de Medici di Milano è riuscito a definire i requisiti
che debbono possedere le scuole i cui corsi possano fornire l'ideoneità
all'inserimento nei registri per l'agopuntura, la fitoterapia, l'omeopatia,
medicina antroposofica, medicina ayurvedica, medicina tradizionale cinese,
omotossicologia, ed ha così deliberato l'istituzione dei registri stessi. Per
quanto riguarda l'osteopatia la commissione è ancora al lavoro con gli esperti
del settore, mentre è stata volutamente accantonata per ora la chiropratica,
oggetto come tutti sanno, della legge 244 del 24 dicembre 2007 (finanziaria
2008) che la individua come branca sanitaria primaria. Si è così arrivati a
realizzare quello che ritengo un ottimo lavoro che tra poco (nel mese di
novembre) entrerà nella sua fase applicativa, dopo un parto lungo e meditato.
Questo perchè la materia di cui si va a disquisire è materia estremamente
delicata soprattutto alla luce di alcune sentenze della Corte costituzionale che
sembrerebbero ostacolare iniziative di questo genere, come per esempio la
recente n.92 del 2 aprile 2008, nella quale si ribadisce la esclusiva competenza
della legislazione statale nella individuazione delle figure professionali, dei
relativi profili, percorsi formativi e titoli abilitanti, nonchè la istituzione
di albi, ordini e registri.
Orbene di fronte a posizioni siffatte è ovvio e doveroso un comportamento da
parte dell'istituzione Ordinistica che sia il più attento e prudente possibile,
ma ciò nondimeno sarebbe del tutto inaccettabile il venir meno ai propri doveri
istituzionali già precedentemente sottolineati.
L'iscrizione nei registri che si costituiranno non sarà pertanto da intendersi
come conditio sine qua non per l'esercizio della attività, perchè ciò non
sarebbe consentito, ma dovrebbe, per quanto possibile, rappresentare una sorta
di "bollino di qualità", verificato dall'Ordine dei Medici di Milano,
che in questo modo ha cercato di interpretare nella maniera più rigorosa il
proprio ruolo di garante della professione nel campo delle Medicine non
Convenzionali.
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