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MEDICINA TRADIZIONALE CINESE E RISPETTO PER LA VITA Dall'antichità
il dialogo tra l'uomo e gli altri animali è scandito da sopraffazione, violenza, dolore,
morte. Ma mai come
nell'era moderna l'animale è stato dall'uomo tenuto a stregua di oggetto da utilizzare,
materia da sfruttare, vera macchina animale. Vale
comunque notare come da sempre vaste aree culturali mantengano rapporti più corretti
con il mondo animale, e come anche in occidente, in genere poco sensibile a questo
argomento, si siano in tempi recenti moltiplicate levate di scudi in proposito. Il problema
dei diritti animali scuote sempre più numerose coscienze umane, in un cammino che
chissà come, chissà quando, porterà ad un sereno e completo riconoscimento del
diritto alla libertà ed alla vita animale. ANIMALI
IN VIA DI ESTINZIONE Questo
paragrafo vuole essere un singolo piccolo passo in questa direzione, volto ad evitare,
se possibile, inutili irreparabili danni al mondo animale, quali certo rappresenta
l'estinzione di una specie. Qualsiasi medicina egli pratichi, ogni medico pone attenzione
e cura ai propri strumenti terapeutici, perchè sono il mezzo che gli permette di curare,
ma attenzione e cura ancora maggiore è tenuto egli a porre quando i suoi strumenti
terapeutici sono tratti da esseri viventi. Questa norma, parte integrante dei compiti del
medico, viene oggi sovente disattesa dalla farmacopea e dalla dietetica cinesi in tutto il
mondo, tecniche terapeutiche, per altro davvero valide, che contemplano l'uso
indiscriminato del mondo animale, senza prendere in considerazione le conseguenze del
loro operato sul mondo animale stesso. Perfino in
un'ottica di sfruttamento del regno animale, che non è certo quella che intendo, un tale
atteggiamento pare inadeguato, anacronistico, errato. Alcune
specie animali, utilizzate dall'antichità come rimedi di M.T.C., sono oggi in via di
estinzione e nonostante ciò vengono ancora oggi utilizzate. È chiaro
che non è più possibile l'uso di rimedi tratti da queste specie, dato che l'estinzione
di una specie è perdita grave e senza rimedio per l'umanità e per la terra stessa, e
inoltre in questo caso estinzione significa anche perdita definitiva di un mezzo di cura.
Per queste ragioni ritengo l'uso di una specie animale in via di estinzione sempre un
abuso. Oggi,
comunque si valuti il valore della vita animale, è necessario sospendere l'uso di
rimedi tratti da queste speci ed attendere che esse ritrovino un pieno equilibrio nel
loro habitat naturale. È quindi
necessario ampliare il campo del dibattito, per far sì che tutti coloro che nel mondo
praticano la M.T.C. non prescrivano e non facciano uso di farmaci, formule, regimi
dietetici che comprendano fra i propri componenti specie animali protette e in via di
estinzione. I meritati
consensi che la M.T.C. incontra in ogni continente, i suoi sviluppi e le prospettive
future, comportano un problema tipico dei mercati in espansione, il costante aumento
delle richieste di rimedi tradizionali. Oggi il
mercato della farmacopea e della dietetica cinese comprende, oltre la Cina, le Americhe,
il Giappone, l'Europa, terre ricche che si possono ben permettere rimedi rari e costosi. Quanto
diversa la situazione dai secoli passati, quando il mercato era limitato alla Cina, ed in
pratica alle sue sole classi abbienti! In alcuni casi già oggi l'attuale domanda mondiale
non è compatibile con la sopravvivenza della specie stessa. Ad esempio
la responsabilità della ormai prossima estinzione del rinoceronte africano ricade in
buona parte sull'utilizzo, proprio della M.T.C. del prezioso e sfortunato corno. E non si
tratta di uccisione solo di animali. Si tratta di
veri e propri scontri che avvengono nei parchi nazionali africani fra bracconieri e
guardie forestali. Ma, dove
fioccano le mitragliate il vero mandante, il ricco mondo industriale, è ogni volta
assente, ogni volta tutelato dai denari con cui compra sicari e assassini. Questo stato
di cose rende improrogabile un concreto tentativo di tutela delle specie in via di
estinzione, tutela che può solo significare reale contrazione della richiesta di
rimedi. Non
utilizzo, dunque, nella coscienza che solo salvaguardando la vita intorno a noi in ogni
sua forma, sia possibile salvaguardare la vita dell'uomo, proprio come la vita del nostro
stesso pianeta. In pratica
si tratta di rinunciare almeno ai rimedi tratti da una dozzina di specie animali, come la
tigre, l'antilope, il rinoceronte, l'orso, il cervo, il leopardo, la testuggine, la foca,
l'elefante, l'orangutang. Animali
davvero vicini a noi, compagni come sono di tante e formative fantasie dei bambini di
tutto il mondo; protagonisti dei miti, delle fiabe, delle magiche storie del nostro come
di ogni popolo; incarnazioni di ruoli e simboli centrali dell'immaginario collettivo della
società umana. Non esigerne
la morte oltre che scelta matura può solo essere motivo di gioia. NO
ALLA VIVISEZIONE L'utilizzo
di sperimentazione su animali in Medicina Cinese, dolorosa pratica che in ogni caso merita
il nome di vivisezione, è in questi ultimi anni frequente in Oriente come in Occidente. Si rende
quindi opportuna una breve disanima circa la validità di questa oscura metodica di
ricerca, premettendo comunque come una Medicina Tradizionale non necessiti di alcuna
ricerca sperimentale né tantomeno vivisettiva. Ogni
Medicina Tradizionale, ed in particolare quella cinese, riposa infatti su millenni di
tradizione, millenni di spontanea esperienza attraverso la quale infinite generazioni di
uomini quella tradizione hanno modellato e sempre più precisato. Risulta
subito palese come rispetto a questi millenni di lavoro di cui milioni di uomini hanno
spontaneamente partecipato, una qualsiasi nostra statistica perda significato. Pure, dato
che attualmente il bisogno di sperimentazione e statistica in occidente come in oriente
nasce nello stesso interno di chi Medicina Tradizionale Cinese pratica e insegna, al fine
di evidenziarne il valore agli occhi di chi non la conosce, si intende qui prendere in
considerazione il modello di ricerca sperimentale su animali all'interno dei Fondamenti
della Tradizione Medica Cinese, precisando comunque fin d'ora come questa modalità di
ricerca non faccia parte della Tradizione Medica Cinese e non compaia nei testi antichi
pervenutici. La Medicina
Tradizionale Cinese sottolinea le indissolubili relazioni che collegano Shen, lo Spirito,
alle altre energie del vivente, Jing, Qi, Xue, e Ye, e allo stesso modo sottolinea le
indissolubili relazioni che collegano lo stato emotivo di un individuo ed il sistema degli
Zang Fu, gli Organi e Visceri Interni, che metabolizzano e tesaurizzano le energie sopra
menzionate e che da quelle stesse energie sono nutriti. In modo
analogo la Medicina Moderna occidentale va sempre più
evidenziando gli stessi insolubili profondi rapporti tra i vari apparati
organici e le attività emozionali e mentali. La moderna
Psiconeuroimmunoendocrinologia di questo tratta. Trova così
fondamento scientifico antico come moderno ciò che il semplice buonsenso sa bene. Il vissuto
soggettivo e lo stato emotivo di un individuo interagiscono profondamente con la totalità
del suo organismo e con tutte le sue funzioni metaboliche, energetiche, organiche. Proprio in
questa consapevolezza scientifica, antica come moderna, orientale come occidentale,
risiede l'evidenza dell'errore metodologico insito in ogni sperimentazione su animali. Il vissuto
soggettivo e lo stato emotivo di un animale stressato e segregato in uno stabulario di
laboratorio e sottoposto a sperimentazione sono infatti con evidenza tali da influire su
ogni suo metabolismo e funzione. Negarlo
significa negare i fondamenti della Medicina Tradizione Cinese, e le conoscenze della
Medicina Moderna. Affermarlo,
e lo sto affermando, significa affermare che la sperimentazione su animali utilizza un
modello sperimentale errato. È quindi
metodo errato, e in quanto errato è metodo fuorviante una corretta valutazione
scientifica ed in particolare una corretta valutazione medico tradizionale cinese. La ricerca
in medicina tradizionale cinese è fondamentale, ma nei modi adatti ad una medicina
tradizionale. Non ricerca
sperimentale dunque, ma ricerca sui testi antichi, traducendoli, anzitutto, e poi ricerca
dei testi antichi, proprio come nel caso dei ritrovamenti archeologici di Mawangdui. Inoltre,
ricerca delle fonti vive. Il vero
maestro di medicina cinese non sempre lo incontri presenti negli ospedali e nelle
accademie orientali. Lanziano
taoista è sovente persona schiva e solitaria, non fa sfoggio di sé e non desidera essere
usato. Lo devi
trovare, conoscere, meritare la sua stima. Quanto poi
ad un reparto specificamente medico poi, bene la casistica clinica, e la statistica
clinica, ma facendo bene attenzione. Già infatti
si corre il rischio di venire meno alla legge dellunicità del paziente e della sua
malattia, fondamento della medicina tradizionale cinese. Una ricerca
clinica, fatta di pura osservazione, di casi e di casistiche, dunque, ma non una ricerca
sperimentale. La
tradizione si muove distante dalla moderna sperimentazione, e sono distanze che vanno
rispettate, oppure non la si chiami più medicina tradizionale cinese. Lo non sarebbe più
infatti. Quanto alla
sperimentazione animale, la vivisezione, è solo un lascito di tempi e di animi bui, la
stessa medicina moderna la sta, troppo lentamente, abbandonando. Non ha senso
che se ne faccia carico la medicina tradizionale cinese, con proprio non vi è relazione. Che poi oggi
la si pratichi in Cina forse ancora più che in occidente, questo significa solo che anche
in Cina non si pratica solo medicina tradizionale, ma anche altre cose, talune delle
quali, come la vivisezione, tragiche e inutili. Da
aggiungere solo che mi pare davvero incredibile che non venga compreso un concetto molto
semplice: il dolore che luomo diffonde nel mondo, poi dal mondo gli ritorna. E questa è
regola che vale sempre e comunque. Quello che
dai, ti ritorna. |
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