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SIA - Società
Italiana di Agopuntura AFA
- Association Francaise d’Acupuncture XXXI Congresso
Nazionale SIA, 11 e 12 Giugno 2011 - L’Aquila Sala
Fermi - Istituto Nazionale di Fisica Nucleare Laboratori
Nazionali del Gran Sasso - Assergi Tema
congressuale: Jing e Midolli Relazione di
Carlo Moiraghi ALMA -
Associazione Lombarda Medici Agopuntori - Milano Scuola ALMA di
agopuntura Sannao,
il cervello trino in medicina cinese, ricerca elaborativa della Scuola del Metallo Sannao,
le cerveau trine en médecine chinoise, recherche elaborative de l’ Ecole
du Metal Abstract:
In questo avvio di
secolo la Scuola del Metallo si
segnala per lo sviluppo della via ideativa e elaborativa in termini MTC.
E’ recuperare la misura esperienziale che nei secoli passati è stata
progressivamente rimossa dal compendio medico tradizionale cinese. E’
correggere l’esasperazione razionale caratteristica del secolo passato.
Nel lignaggio della Scuola del
Metallo in questa ricerca elaborativa l’autore distingue l’unità
anatomica e funzionale cerebrale in tre complementari strutture e funzioni: ·
tiannao, il cervello celeste, a localizzazione cefalica ·
dinao: il cervello terrestre, a localizzazione intestinale ·
shennao, il cervello corporeo, a localizzazione rachidea A tali propositi la relazione congressuale. Resumé:
En le début de ce siècle, l’Ecole du Métal est remarquable pour
le développement de manière ideative et élaborative en MTC. Il è récupérer
la mesure de l’expérience que dans les siècles passés a été
progressivement retirés de la médecine traditionnelle chinoise. Il è fixer
l’exaspération de le caractère rationnel du siècle dernier. Dans la lignée
de l’École du Metal, en ce recherche elaborative l’auteur
distingue l’unité de l’anatomie fonctionnelle du cerveau dans trois
structures et fonctions complémentaires: •
tiannao: le cerveau du ciel, à la localisation céphalique
•
dinao: le cerveau de la terre, a la localisation intestinale •
shennao: le cerveau du corp, a la localisation vertébrale A
cet régards le rapport de la conférence. Testo Il seguente testo, tratto da due miei volumi, I fondamenti della vera medicina cinese, di prossima pubblicazione,
e La pratica della vera medicina cinese,
edito 2010, è qui presentato per gentile concessione di Editoriale Jaca Book di
Milano, che detiene i diritti editoriali di entrambi.
Praticando l’agopuntura si proceda con totale determinazione e pari
precauzione, come si stia sul ciglio dell’abisso. Si regga l’ago come si
tenesse fra le mani una tigre e si osservi attentamente il malato. Si impugni
l’ago in modo retto, consapevoli di realizzare un atto fondamentale. Si
condensi l’intenzione del malato fissandolo dritto negli occhi, si indirizzi
così il suo spirito in modo tale che il fluire del suo soffio si faccia
armonioso. I punti Zusanli, Chongyang, Shangjixu, Xiajiuxu sono punti molto
importanti.
Huangdi Neijing Suwen Al fianco del lettino il medico é sul
ciglio dell’abisso, impugna l’ago di agopuntura come fosse una tigre, fissa
il malato negli occhi e così già gli addita la via del benessere. E’
immagine straordinaria nell’indicare l’importanza del modo nell’atto
dell’agopuntura, è qui infatti l’intento, il proposito, a dirigere e
dimensionare la valenza curativa della puntura prima ancora che questa venga
praticata. La successiva breve lista di punti, indicati come importanti,
stupisce però il lettore inesperto, cui pare distinguere un salto concettuale
difficile da comprendere. Chi invece mastichi i fondamenti della MC e quindi
riconosca i punti di comando del canale dello stomaco non stupisce, sa bene
infatti come l’intento, yi, sia in MC ben indagato aspetto volontario
della capacità mentale, e come esso secondo la MC sia metabolizzato proprio nel
riscaldatore medio, zhongsanjiao, di qui la nota del Neijing circa
la rilevanza dei punti di stomaco. Il passo diviene così esempio della
ricchezza sovralogica di quell’ipertesto che è il Neijing Suwen Lingshu, qualora
si valutino con attenzione i punti indicati, tutti appartenenti al canale dello
stomaco. Secondo la nomenclatura occidentale i punti in questione sono Stomaco
36, punto mare dello stomaco, he, Stomaco 42, punto sorgente dello
stomaco, yuan, Stomaco 37, punto mare inferiore del Grosso Intestino, xiahe,
Stomaco 39, punto mare inferiore del Piccolo Intestino, xiahe. Questi
ultimi due punti sono inoltre punti mare dei dodici canali. Il repentino
inserimento della lista nel passo non pare essere consiglio rivolto alla
ricettazione terapeutica, non sono infatti in gioco specifiche sindromi. Nel
linguaggio ermetico e alchemico che è proprio del Neijing,
pare piuttosto insegnamento indirizzato al medico stesso, a rimarcare
l’importanza dell’assetto della sua
mente quale materia stessa del trattamento terapeutico, suggerimento volto a
realizzarlo e a svilupparlo al meglio, anche mediante una semplice attivazione
meditativa volta a ristorare questi importanti elaboratori della funzione
mentale, il sistema digestivo e la via della purificazione addominale, appunto.
Il riferimento è diretto al cervello
intestinale, fondamento della salute e della capacità di adattamento. Sviluppando
ora il tema della struttura e della funzione cerebrale in medicina cinese
muoviamo dall’inizio, ovvero dall’assetto organico embrionario. Visceri straordinari perenni, qihengfu All'inizio del vivere umano prima si realizza
l'Essenza, poi Cervello e Midollo. L' Osso forma l'armatura, i Vasi danno il
nutrimento, i Muscoli e Carne fanno da spessa trama di tessuto. Pelle, peli e
capelli crescono, sono il muro di cinta dell'abitazione. I cereali entrano
allora nello stomaco, le vie alimentari si aprono, e Sangue e Soffi circolano.
Huang
Di Nei Jing Ling Shu Conviene
dunque una nota sui qihengfu, visceri
straordinari perenni, di cui il cervello è parte, visceri particolari che si
formano fin dalla prima embriogenesi. Si tratta di visceri che non hanno
relazioni con l'esterno e fungono da iniziale impalcatura
strutturale e funzionale su cui poi si va formando l'intero organismo
nella sua struttura definitiva. Si tratta a ben vedere di centrali apparati di
connessione organica, relativi a diversi ambiti e sistemi funzionali, fra questi
l’apparato nervoso e quelli scheletrico, vascolare, riproduttivo, relazionale.
Si noti come fra questi particolari visceri compaia anche la Cistifellea, unico
viscere straordinario che nella vita postnatale si qualifica quale viscere
ordinario definitivo. Le
case di shen
In vari passi la MC segnala le tre case di shen,
termine quest’ultimo di difficile traduzione, usualmente tradotto con spirito,
stato di coscienza, consapevolezza,
mente, e individua queste tre case nel cuore, xin, nel cervello, nao, nel
sangue, xue. Il piccolo intestino non viene ricordato in
questa lista, nominarlo varrebbe il ripetersi dato che il piccolo intestino è
l’accoppiato del cuore, esso è infatti ovviamente implicato e implicito
nell’attività mentale organica. Dunque, tre case di shen,
cuore, cervello, sangue, è affermazione che va compresa, indica infatti
l’intera evoluzione organica dello spirito organico, shen. Significa
che lo stato di coscienza si realizza fondando in tre complementari momenti: il
principio, la struttura, la diffusione. ·
Xin, il cuore
La prima casa di shen é detta cuore, xin,
e intende il principio mentale celeste, il fuoco imperiale, l’incarnato divino
e le sue sovrane proprietà. Da
queste promosso, il ministro del cuore, xinzhu, che è anche il difensore
del cuore, xinbao, il pericardio, l’ organo del fuoco terreno, si fa
fattivo generale rappresentante e promotore organico del cardiaco principio
celeste. Così vicariato, il cuore, libero da impegni corporei e terreni, si può
allora mantenere come la tradizione indica, centrale, chong, e vuoto di
emozione, xu, e aperto al contatto celeste, kai, e retto quanto a
pensieri e parole ed opere, zheng. ·
Nao,
il cervello La seconda casa di shen è detta cervello, nao,
e intende la funzione mentale che si è fatta struttura, e il sistema
nervoso centrale che si dipana nel periferico. Vanno qui anche considerate altre
strutture che valgono centrali luoghi della funzione mentale.
Da un lato il viscere associato al cuore, appunto, il piccolo intestino, xiaochang,
anch’esso espressione del fuoco celeste.
Quale viscere accoppiato al ministro del cuore, xinzhu, va poi qui
considerato il triplice riscaldatore, sanjiao, via degli alimenti, via
dei liquidi, viscere del fuoco terreno che si fa qui funzione e struttura in cui
e attraverso cui si attuano le complesse funzioni del cervello intestinale.
Va poi ricordato il sistema
nervoso spinale composto di archi neuronali riflessi che lo rapportano in
afferenza con la superficie corporea, la pelle che è qui la porta delle
informazioni sensoriali che giungono dall’ambiente, e in efferenza con le
strutture corporee motorie. ·
Xue,
il sangue La terza casa di shen è detta sangue, xue,
e intende il principio fluido e circolatorio di shen, e la sua
diffusione ubiquitaria nell’organismo. Movendo dal liquido ematico questa casa
della mente si estende ai liquidi organici, alla linfa, al liquido
cefalorachidiano, e ai letti circolatori.
La struttura anatomica Assodata
questa prima nota tradizionale, notiamo come la centralità della capacità
mentale somatica, l’intelligenza organica nelle sue più vaste
espressioni emerga fin nell’osservazione anatomica della MTC che non a
caso recita essere la testa il cielo dell’uomo, ove per cielo si intende
appunto la struttura e la funzione mentale.
Dall’osservazione anatomica dell’estremo cefalico ora dunque
muoviamo, per poi ampliare lo sguardo all’intera struttura corporea. L’osso In
MTC l’osso, gu, è come visto anch’esso viscere embrionario, qihengfu,
quindi di pertinenza ancestrale. La sua osservazione ci permette quindi evidenze
circa la struttura organica del cielo anteriore e il soffio sorgivo, yuanqi.
·
La testa Evidente
è nelle ossa dell’estremo cefalico la convergenze di tre differenti
strutture, l’una superiore, l’una inferiore e anteriore, l’una inferiore e
posteriore. o
In alto la scatola
cranica, a ben vedere non è scatola e non è emisfera
ma piuttosto sintesi delle due forme, la rotonda e la quadrata, è dotata dei
forami anterolaterali per gli organi di senso e del grande forame occipitale
inferiore per il sostegno rachideo. o
In avanti e in basso ecco
il massiccio frontale, mascella, arcate dentarie,
mandibola. o
In dietro e in basso ecco
il forame occipitale, l’epistrofeo, l’atlante, le prime
vertebre cervicali, il rachide. Comune
poi a tutto l’estremo cefalico, come del resto a tutta quanta la superficie
corporea, ecco la pelle. La
testa, il cielo dell’uomo, la mente dell’uomo, comprende dunque tre
strutture fra loro radicalmente diverse, ed è evidenza delle diversità
e complementarità funzionali.
o
La scatola cranica,
connessa mediante i forami del cuore con l’ambiente
esterno, è il luogo del cervello cefalico, che chiamo cervello celeste,
tiannao. o La mascella e la mandibola danno invece figura all’avvio della via digestiva. E’
certo qui possibile leggere nella capacità di parola, la voce del cuore, xin,
lo straordinario frutto delle corali capacità delle corde vocali e della lingua
e del palato e della bocca, la precisa enunciazione delle scelte del cervello
cefalico, e rimandare quindi al cervello celeste anche il massiccio frontale. La
lettura pare però riduttiva. Mascella e mandibola rappresentano infatti una
struttura ben individuata, la soglia della via intestinale, la quale come
vedremo possiede una sua precisa fondamentale sapienza, e che quindi chiamo cervello
terrestre, dinao. Procedendo
nell’osservazione, anche le articolazioni dell’estremo cefalico mostrano
pari differenze, le articolazioni craniche sono infatti sinfisi,
l’articolazione temporo-mandibolare è invece una troclea. Le sinfisi, oltre
alle craniche ricordiamo le sternali, le sacroiliache e la pubica, appartengono
al cielo anteriore, houtian, e articolano i movimenti celesti, attività
psichiche, attività respiratorie craniali e polmonari, attività riproduttive.
Le troclee appartengono invece al cielo posteriore, xiantian, e
articolano i movimenti terrestri, attività muscolari di movimento corporeo. o
Da ultimo la terza
struttura, il cervello corporeo, shennao, ampia struttura
radicata nel sistema nervoso spinale cervicale e negli archi neuronali
riflessi ed espansa a tutta la superficie corporea dell’estremo cefalico, la
pelle, la superficie, la soglia viva con l’ambiente. Attraverso
l’anatomia cranica abbiamo così introdotto l’unità trina del cervello
somatico, che vale qui riprendere: o
tiannao,
il cervello celeste, a localizzazione cefalica o
dinao:
il cervello terrestre, a localizzazione intestinale o
shennao,
il cervello corporeo, a localizzazione rachidea ·
Il corpo Ampliando
l’osservazione alla struttura ossea del corpo intero, l’impianto segnala tre
luoghi corporei in cui in vario modo l’osso, nel resto del corpo situato
all’interno quale asse portante e centrale sostegno della materia
organica molle avviluppatale attorno, pare mutare modello e rivolgersi in vario
modo all’esterno facendo piuttosto da contenitore di materia organica molle. Fino
nell’osso si manifestano dunque i tre campi di cinabro, dantian, centri
evolutivi delle tre regioni corporee, sanbu, luogo dei metabolismi dei
tre tesori, sanbao, i tre principi vitali che i genitori macroscopici,
cielo e terra, e i genitori microscopici, madre e padre, donano al concepimento
di una nuova vita, il principio spirituale e di coscienza, shen, il
principio dinamico e funzionale, qi, il principio ereditario e
riproduttivo, jing. o
Alla testa la scatola
cranica, a convessità superiore, è emisfero pressoché
chiuso, tranne l’apertura inferiore per il sostegno rachideo e i ben noti
forami. o
Al torace i portanti
costali raggiungono il rachide muovendo da un sigillo
osseo anteriore, lo sterno, e danno così forma ad un’elastica discontinua
gabbia. o
Alla cintura le ossa
iliache formano una valva, sorta di carapace a convessità
posteriore e concava apertura anteriore. La rilevanza della struttura è tale
che ad esempio nella lingua italiana la cintura è detta vita,
l’osso mediano fra le iliache è detto sacro.
Osservando queste tre regioni corporee e i tre campi
del cinabro, dantian, che le vivificano, si noti anzitutto la centrale posizione del cuore-mente, xin,
e del suo interprete, il ministro del cuore, xinzhu, che nella regione
centrale, zhongbu, assimila ogni informazione che gli giunge da ogni
struttura e funzione e periferia organica, la elabora ed emana ovunque nel corpo
la sua armonizzante legge sovrana. Verso l’alto la sua legge si esprime nel
cervello, nao, situato nella regione superiore, shangbu. Verso il
basso la sua legge si esprime nella regione inferiore, xiabu, anche
attraverso il piccolo intestino, xiaochang, che in quanto viscere
accoppiato al cuore é dotato delle stesse sottili capacità discriminative.
Il
tessuto molle
o
Alla testa il cervello
cefalico appare quale molle materia grigia ad aspetto ansiforme.
o
Alla cintura altra ben più sviluppata grigia materia molle si espande ad aspetto ansiforme, gli intestini.
Ad una osservazione analogica, il cervello e l’intestino mostrano
simile aspetto formale, insoluta sequela di anse e voluzioni, dando così
corporea forma al li, l’imprevisto ordine della natura caro alla
cultura cinese, l’ideogramma raffigura le venature della giada, adeguate
paiono anche le più reperibili venature del legno, nuvole, montagne, boschi, ad
esso rimandano. Procedendo nell’osservazione, il cervello cefalico appare
struttura differenziata in cui si riconoscono una forma inferiore impari e
mediana ed in due forme superiori pari e simmetriche. Anche nell’intestino si
può riconoscere una porzione a grossolana simmetria sagittale, il grosso
intestino, che incornicia e ricopre un’ampia porzione in cui le anse non
mostrano altro che asimmetrico aspetto ensiforme, il piccolo intestino. Del
resto, lo stesso ancoraggio retroperitoneale delle anse mesenteriche intestinale
si realizza in una forma ad angolo a concavità superiore dai due lati
asimmetrici ma grossolanamente rispondenti.
A
ben vedere, l’intero impianto organico appare dunque equilibrato fra due complementari modelli, simmetrico l’uno asimmetrico
l’altro. La simmetria sagittale che regge la superficie corporea si specchia
infatti nella profondità organica in pari simmetria di taluni apparati
organici, come i polmoni e i reni, ove è però bilanciata dalla vasta impronta
del li, da cui l’asimmetria di fegato, pancreas, milza, stomaco,
cistifellea, intestino tenue, cuore, pericardio. Identico equilibrio fra
simmetria e asimmetria si realizza nella stesura del letto sanguigno, nervoso,
linfatico. Anche qui infatti una
simmetria sagittale superficiale si complementa in profondità con
un’asimmetria importante, realizzata da grandi vasi impari e laterali.
Continuando
nell’osservazione, un’analogia anatomica si manifesta nella presenza
strutture cave profonde, nel cervello i ventricoli posti secondo simmetria
sagittale, nell’intestino il lume del canale ne segue l’ansiforme decorso,
esempi entrambi di manifestazioni somatiche di xuli, il vuoto originario
che la MTC riconosce palpitare nel vivente.
Per altro, seppure in modi diversi, analoghe osservazioni dona la pelle,
insieme composito in cui la generale grossolana simmetria della forma
corporea si fonde con sottili individuate asimmetrie, si pensi a rughe e
impronte, ad esempio dei polpastrelli. Il
cervello somatico trino Lo
stato mentale, Manas nella tradizione induista, ha due aspetti. L’uno ha sede
nel cervello con le sue diverse localizzazioni e si rapporta a tutte le attività
dell’intelligenza inferiore. L’altro appartiene alla coscienza immortale
umana, alla sua Mente spirituale e non dipende dal corpo fisico, che comprende
unicamente collegamenti inerenti la sua manifestazione. Isha
Schwaller de Lubicz L’attività
mentale è funzione organica trina la cui principale struttura anatomica
organica è il cervello somatico, anch’esso uno e trino.
Il cervello somatico è dunque struttura complessa, composta di tre
complementari strutture anatomiche, ognuna delle quali è dotata di specifiche
caratteristiche, come la presenza di tessuto nervoso autonomo interconnesso con
altri tessuti e come la capacità di gestire i rapporti fra organismo, self,
e ambiente esterno, non self, ricevendo afferenze, elaborandole,
ricodificandole, traendone informazioni significative, deducendone e attuandone
efferenze operative organizzate e adatte.
L’ampia e organizzata presenza di cellule nervose a livello cefalico, a
livello intestinale e a livello rachideo induce a dare alle tre strutture
somatiche il nome di cervello: ·
cervello cefalico ·
cervello intestinale ·
cervello rachideo Radicalmente differente sono però il numero delle
cellule nervose presenti nei tre
cervelli. Parimenti differente è poi il rapporto fra tessuto nervoso e altri
tessuti. Stessa differenza riguarda poi la sterilità delle tre strutture.
Ho introdotto il tema a Catania nel 2007 al Congresso Nazionale SIA,
Società Italiana di Agopuntura, e a Firenze nel 2010 al Congresso Nazionale
FISTQ, Federazione Italiana delle Scuole di Tuina e di Qigong. ·
Il
cervello cefalico Il cervello cefalico è ambiente sterile variamente
valutato, da dieci a cento miliardi di cellule nervose, con ben poca tunica e
materia membranosa. E’ questo il centro delle più diverse e complesse
elaborazioni di ogni afferenza sensitiva che proviene dall’ambiente. Nella
seguente capacità riflessiva che gli è propria il cervello cefalico esprime
poi la propria dimensione volitiva ed esecutiva di cui imprime all’organismo
intero i comandi e di cui sovrintende alle esecuzioni, pensieri e parole ed
opere, cui l’organismo intero partecipa. La rilevante funzione difensiva ad
esso deputata è nella dimensione mentale organica sensitiva, comprensiva,
memorizzativa, elaborativi, ideativa, espressiva, effettuale, motoria,
comportamentale. A sottolineare questa dimensione eminentemente psichica,
preferisco il termine cervello celeste, tiannao, piuttosto che cervello
cefalico. ·
Il
cervello intestinale Nel cervello intestinale il numero delle cellule
nervose, plesso sottomucoso di Meissner e plesso mienterico di
Auerbach, è infinitamente minore rispetto al cervello cefalico, è infatti
calcolato in cento milioni. Vasta e differenziata è invece nel cervello
terrestre la presenza di tessuti, mucose, membrane. Si calcola infatti che la
superficie della mucosa intestinale misuri alcune centinaia di metri quadri.
Ritmato da un’apposita popolazione cellulare, cellule interstiziali di
Cajal, il cervello intestinale è funzionalmente autonomo, connesso con il
cervello cefalico mediante il nervo vago e i gangli prevertebrali del sistema
simpatico, gangli celiaco, mesenterico inferiore e superiore, ed entra in
diretto contatto con gli ormoni e i neuropeptidi che vengono prodotti dagli
organi del sistema endocrino e dai tessuti, e con le citochine prodotte delle
cellule immunitarie, numerose negli intestini. Il cervello intestinale è poi
straordinariamente ricco di flora batterica, e in realtà va notato come ogni
cavità organica rivestita da mucose, in contatto con l’esterno, sia sede di
varietà di colonie microbiche, gli intestini ne presentano però la massima
concentrazione. Si pensi che il numero di cellule che compongono l’intero
organismo umano si considera essere diecimilamiliardi, mentre la mucosa
intestinale si considera ospiti centomila miliardi di microrganismi, batteri,
lieviti e altri microbi. Circa la metà o poco meno del volume del contenuto del
grosso intestino é composto di microbi, per lo più anaerobi. Si tratta di vere
galassie microbiche, organizzate in migliaia di specie diverse di microrganismi
in equilibrio fra loro e in simbiosi con l’organismo ospitante, e va notato
come della flora batterica facciano parte anche elementi potenzialmente patogeni
che si mantengono però non aggressivi. Negli scambi fra ospite e ospitati si
attuano attività metaboliche diverse, riguardo
ai carboidrati, riguardo alla mucina e alle sostanze mucose, riguardo al
rifornimento di sostanze utili, come acidi grassi a catena corta e vitamine,
gruppi K e B, riguardo alla difesa della mucosa da agenti batterici estranei e
alla regolazione della risposta difensiva immunologica. Lavori di mappatura genica valutano il patrimonio
genico della flora batterica intestinale, il meta genoma, in oltre tre milioni di geni, ben oltre centovolte il
patrimonio genetico delle cellule umane, valutato in meno di trentamila geni.
Altri lavori sulla flora batterica intestinale
indirizzano a individuare in base ad essa alcuni principali gruppi umani, un
po’ come accade per i gruppi sanguigni. Sono stati dunque osservati tre enterotipi
batterici umani, popolazioni caratterizzate da tre diverse prevalenti
galassie e comunità batteriche intestinali. Si tratta di tre principali gruppi
umani differenziati secondo i diversi
ecosistemi intestinali: gli individui Bacterioides,
gli individui Prevotella, gli
individui Ruminococcus.
Il primo enterotipo umano risulta facilitato nei
metabolismi dei carboidrati, il secondo enterotipo umano risulta facilitato
nella degradazione delle mucine, proteine del muco vischioso intestinale, il
terzo enterotipo umano risulta facilitato nell’assorbimento
dei carboidrati. Ne derivano ricadute anche quanto a prevenzione e terapia.
Somministrazioni di colonie di Bacterioides vengono infatti suggerite
per la protezione dall’obesità. Somministrazioni di colonie di Prevotella
vengono indicate per la protezione dalle patologie algiche intestinali.
Somministrazioni di colonie di Ruminococcus
vengono infine proposte per la protezione dalla magrezza. Circa
l’appartenenza a questi tre enterotipi umani non pare sussistere una diretta
stretta relazione con l’etnia, il sesso, l’età, la dieta dei singoli
individui, anche se gli equilibri dinamici propri delle materie viventi inducono a ritenere che ciascun enterotipo possa nel
tempo trasformarsi in un altro enterotipo all’instaurarsi e all’accentuarasi
di molteplicità di fattori
favorenti. Circa poi l’appartenenza ai differenti
enterotipi vengono poi considerate varie complementari evidenze e
fattori, fra questi figurano le specifiche contaminazioni batteriche neonatali,
le individuali caratteristiche metaboliche di fermentazione intestinale, le
appartenenze ai diversi gruppi sanguigni. Altri lavori in corso sottolineano le ricadute dei
diversi enterotipi in termini di funzioni e modi mentali. Suggeriscono infatti
che le diverse composizioni della
flora intestinale possano contribuire in età infantile a regolare e modulare i
meccanismi dello sviluppo cerebrale con conseguenze quanto a capacità e modalità
di apprendimento e memorizzazione e
movimento corporeo, e ad influenzare in età adulta i comportamenti e le scelte
individuali. Va poi notata la funzione di fisiologica stimolazione
che la flora batterica attua sul sistema immunitario, con cui per la gran parte
non entra in diretto contatto, abitando nel tessuto mucoso, ma quella minima
parte batterica che penetra fino alla lamina propria raggiungendo le
cellule immunitarie le allena alla modulazione della risposta difensiva. Il
cervello intestinale è dunque composto di innumerevoli specie di individui
batterici diversi che sono in tutto individui autonomi, ma che al tempo stesso
sono, senza soluzione di logica né di continuità, l’individuo ospitante, il
suo intestino. Va a questo proposito notata l’importante funzione
dell’appendice intestinale, nicchia preziosa in cui, quasi separata com’è
dal lume intestinale, la flora batterica può agilmente sopravvivere anche in
caso di gravi infezioni intestinali batteriche.
In questa lettura l’appendice intestinale vale quale luogo del ricordo
batterico organico, memoria somatica dei pregressi equilibri fra self,
non self, in self.
Lungo la via alimentare infatti, dopo l’apparato digestivo che é
deputato al nutrimento organico tramite la trasformazione del non self in
inself, l’apparato intestinale si rivela passo ulteriore
riguardo l’adattamento e l’adeguamento dell’organismo all’ambiente,
rappresentando l’introiezione organica del vivo ambiente esterno, che
si mantiene vivo nell’organismo, tale che il non self è qui in self
e self.
E va notato come la medicina cinese paia riferirsi a questo mirabile
equilibrio laddove indica come né esterne né interne le cause
alimentari delle malattie.
Si tratta certo di straordinario e complesso equilibrio da cui
evidentemente possono derivare conflitti ed errori fra self e non
self, da cui deriva grande parte delle malattie autoimmuni.
In
realtà si tratta di complesso apparato immunitario che segue la via delle
mucose nei vari distretti organici, chiamato tessuto linfoide associato alle
mucose, Malt. Oltre all’intestino questa struttura è presente nei bronchi,
nelle ghiandole salivari, nelle ghiandole lacrimali, nelle ghiandole mammarie,
nella vagina, nella cervice uterina, e viene quindi usualmente suddivisa in
Nalt quanto all’apparato immunitario intestinale, in Galt quanto
all’apparato immunitario delle vie aeree superiori, in Balt quanto
all’apparato immunitario bronchiale. Per
questo motivo, benché l’intestino sia la struttura centrale, preferisco
parlare di cervello terrestre, dinao, piuttosto che di cervello
intestinale. Il cervello terrestre è dunque da intendersi quale centro di un
vasto e complesso apparato psiconeuroimmunoendocrino che sovraintende ai
meccanismi digestivi e difende l’intero sistema digestivo da ogni fattore
patogeno, sia aggressione batterica penetrata per via alimentare, sia
aggressione per via ematica, sia aggressione emozionale da stress. La
rilevante funzione difensiva ad esso deputata è nella dimensione mentale
organica umorale e anticorpale. L’ambiente batterico intestinale
rappresenta dunque una centrale via dell’incessante adeguamento e adattamento
dell’organismo all’ambiente, anche tramite una continua commutazione e
coniugazione di informazioni biochimiche. Data l’importanza dell’argomento
conviene qui una piccola digressione circa la convenienza di un’alimentazione
di cibi provenienti dalla terra ove l’organismo vive, norma costante nella
dietetica cinese. In questo modo lo
scenario vitale cui è rivolto l’adattamento organico e di cui l’ambiente
batterico presente nel cibo è depositario è infatti comune ad entrambi,
organismo e cibo. Per contro, cibi provenienti da regioni lontane contengono
informazioni batteriche non ambientate allo scenario del loro consumatore e
quindi non adattate. Alimentarsene non produce quindi vantaggi a livello di
adeguamento all’ambiente anzi può addirittura
peggiorarlo, dato che le informazioni che in questo caso si assumono per
via batterica non sono adattate all’ambiente in cui si vive, e assumerle può
significare soppiantarle su preesistenti batteri della flora intestinale che per
contro erano adattati allo scenario ambientale in cui si vive. Analoga difficoltà
organica deriva dagli alimenti industriali, ad esempio gli yogurt, da cui la
nostra società ossessionata dallo sterilizzare i cibi elimina le fondamentali
componenti batteriche naturali per poi inserirvi ceppi batterici industriali che
non possiedono alcuna informazione quanto allo scenario ambientale locale e che
inoltre nell’organismo che se ne nutre possono anch’essi soppiantare utili
informazioni presenti nella flora batterica, realizzando così un aggravio
all’adattamento organico. ·
Il
cervello rachideo E’
struttura davvero ampia e complessa radicata nel sistema nervoso spinale e negli
archi neuronali riflessi ed espansa a tutta la superficie corporea, comprende
infatti la pelle e le sue strutture sensitive, e la carne, l’intero avviluppo
muscolare, e le inerenti strutture motorie.
Comprensivo di meno di cento milioni di cellule nervose, è però ricco
di varietà di specifici corpuscoli sensitivi diffusi sull’intera superficie
corporea. Le afferente nervose che ne derivano promuovono direttamente, senza
elaborazione corticale, l’arco sinaptico rachideo da cui emerge l’immediata
efferenza nervosa che organizza e attiva l’adeguata reazione motoria. Dato
questo estremo sviluppo all’intera carne corporea e all’intera superficie
organica preferisco il nome di cervello corporeo, shennao, piuttosto che
cervello rachideo. ·
Complementarità
e relazioni
Quanto alle relazioni fra i tre cervelli, esse sono
certo complesse e vicendevoli, e va notato come siano appieno sviluppate nelle
diverse direzioni fra le tre strutture. Si pensi ad esempio come la quasi
totalità della serotonina organica, attiva oltre che sulle funzioni digestive
anche sul tono dell’umore, sia prodotto dalle cellule cromaffini intestinali. La
lezione della medicina cinese Cervello,
midollo, ossa, vasi, cistifellea, utero, questi sei sono prodotti dal Soffio
della Terra. Tesoro dello Yin, essi sono l'immagine della Terra, per questo essi
tesaurizzano senza eliminare all'esterno. Il loro nome è qihengfu.
Huang
Di Nei Jing Su Wen Venendo ora alla medicina cinese, in essa è il triplice
riscaldatore, sanjiao, a dare forma alle relazioni tra le tre
complementari strutture del cervello somatico,
sannao.
L’attività
mentale, xin, si realizza infatti nel riscaldatore superiore, shangjiao,
riferimento del cervello celeste, tiannao, fondando su contributi
metabolici provenienti dall’intero triplice riscaldatore, sanjiao, mediante
afferente degli altri due cervelli.
Il riscaldatore medio, zhongjiao, elabora infatti la capacità
propositiva, yi, intenzione strutturata specie a livello splenico, di
tale rilevanza da essere assimilata da talune varianti tradizionali a principio
animico. Si tratta di valenza psichica di pertinenza del cielo posteriore,
impegno ulteriore a comprendere e essere compresi che l’individuo sceglie di
attivare in relazione alle situazioni in cui viene a trovarsi.
Il riscaldatore inferiore, xiajiao, elabora poi la capacità
volitiva, zhi, determinazione strutturata specie a livello renale,
anch’essa da taluni autori assimilata a principio animico. Si tratta di
valenza psichica di pertinenza del cielo anteriore che non è attivata da una
consapevole scelta dell’individuo, ma che regge l’organismo vivente
sostenendone la vita e la sopravvivenza. ·
Tiannao, il cervello celeste Quanto alle inerenti note della MTC, il cervello
celeste, tiannao, cervello cefalico, è viscere embrionario, qihengfu,
di natura ancestrale.
Supportato, organizzato e diretto da famiglia di anime
creatrici e custodi organiche di origine celeste,
hun, il cervello celeste è struttura detta mare del midollo
riferita al rene, shen, e all’elemento acqua quanto alla sostanza, e al
cuore, xin, e all’elemento fuoco quanto alla funzione.
Essa appartiene quindi al
grande canale shaoyin, il più profondo strato energetico organico. ·
Dinao, il cervello terrestre Supportato, organizzato e diretto da famiglia di anime
creatrici e custodi organiche di origine terrestre, po, il cervello
terrestre, dinao, cervello intestinale, esprime anch’esso identici
equilibri fra l’elemento acqua e l’elemento fuoco, ma in diverso assetto e
in modo più complesso e corale riguardo a tutti e tre i grandi canali yang.
L’
asse acqua fuoco, vitale cardine umano, si realizza qui nel grande canale taiyang,
estrema superficie, mediante il piccolo intestino, xiaochang, e la
vescica, pangguang, che ricordiamo presenta il canale più sviluppato
dell’organismo, canale che presenta, quanto nessun altro, duplice ampio
dorsale sviluppo sullo yang organico, e straordinaria categoria di punti,
beishu, tramite i quali ogni viscere e organo e struttura organica è
connesso con la superficie e l’esterno.
In questo totale svolgimento attraverso la superficie organica che la MTC
gli riconosce è facile leggere quell’essere il cervello terrestre cosmo di
costellazioni di individui diversi, la flora batterica intendo, tale da
realizzare nel corpo l’antica saggezza taoista che vuole la goccia del mare
essere al tempo stesso goccia e mare, senza contraddizione. Se dunque il
cervello intestinale è taiyang, come detto emerge in esso una più
complessa struttura, composta anzitutto dal grande canale del piccolo yang, shaoyang,
formato dal triplice riscaldatore, sanjiao, e dalla vescica biliare, dan.
E’ strato energetico che rimanda al lignaggio ancestrale del cervello
intestinale, dato che la vescica biliare, dan, è l’unico viscere
embrionario, qihengfu, che si rappresenta anche come viscere definitivo, zhengfu,
ed è dotato di un suo preciso psichismo, la capacità decisionale e la capacità
di realizzare le scelte.
D’altro
canto il triplice riscaldatore, sanjiao, è il delegato del soffio
originario, yuanqi, ed è via delle acque, convergendo quindi in sé il
fuoco ministro di cui è espressione e il metabolismo dei liquidi, di cui è
funzione, ancora quindi manifesta l’asse vitale acqua fuoco.
Nel cervello intestinale risulta poi centrale, almeno quanto gli altri,
anche il grande canale dello yang luminoso, yangming, composto dal
grosso intestino dachang, e dallo stomaco, wei.
Se quest’ultimo, lo stomaco, vi palesa l’avvio e la natura
dell’intero sistema digestivo, il primo, il grosso intestino, sotto l’egida
dell’elemento metallo, vi apporta quella capacità di disperdere gli scarti e
di identificare e distillare chiarezza e purezza, che è certo centrale nel suo
metabolismo energetico, e vale qui notare come la MTC, accoppiando grosso
intestino e polmone, fei, abbia anticipato di non pochi millenni ciò che
la medicina moderna, mm, oggi chiarisce circa l’attività immunologia del
sistema Malt, presente anzitutto a livello intestinale e a livello bronchiale.
E va notato come a questi riguardi rilevanti capitoli della MTC bene si
accordino con le acquisizioni della MM e collimino con i concetti ora espressi e
con la realtà di cervello terrestre.
Psiconeuroimmunoedocrinologia, PNEI, e medicina cinese risuonano
delle identiche evidenze e certezze, ma già, l’organismo umano è uno solo di
là dal compendio medico che lo valuta.
Ad
esempio, la cascata delle purificazioni metaboliche intestinali, care a
Nguyen Van Nghi, e i percorsi delle due sue centrali produzioni, la condensazione della
bile e la sublimazione del soffio difensivo, weiqi, paiono infatti
completare le note fin qui esposte, come per altro il flusso nictemerale del
soffio difensivo, weiqi. o
La via purificativa
Supportata dal piccolo intestino, xiaochang,
che è come visto nell’emblema del fuoco celeste, la precisa capacità
discriminativa ed elaborativa del cervello intestinale si manifesta nella
cascata delle purificazioni intestinali, incessante opera di successive sottili
discriminazioni e distillazioni energetiche atte a recuperare limpidezza e
purezza dal bolo intestinale.
Consideriamo ora brevemente la successione dei tre principali processi di
questo che è centrale metabolismo del cervello terrestre.
Promosso dal ministro del cuore, xinzhu, il primo processo è
l’individuazione e la distillazione di chiaro nel torpido e di puro
nell’impuro lungo il canale interno del triplice riscaldatore, la via degli
alimenti che dallo stomaco, wei, procede dapprima lungo il piccolo
intestino, xiaochang, e poi il grosso intestino, dachang.
Da questo primo processo, il recupero di purezza e di chiarezza viene
inviato al secondo processo, rappresentato delle strutture dell’Acqua, il
rene, shen, e la vescica, pangguang, lungo le quali avviene
l’ulteriore processo di distillazione e recupero di purezza e di chiarezza.
Conviene
qui un rimando circa la già citata profonda perdita di cultura medica
tradizionale avvenuta in Cina nei secoli passati, un conosciuto testo del 19°
secolo, Yilingaicuo, Errori
correnti nella classe medica, censura infatti un antico motto tradizionale, ”l’urina proviene dalle feci”. In realtà tutt’altro che
errata, la citazione si riferisce proprio a questa successione di processi
energetici purificativi che come visto dalla via intestinale porta alla via
delle acque.
Ritornando ora alle vie purificative intestinali il terzo processo di
individuazione e distillazione di chiaro nel torpido e di puro nell’impuro
riguarda poi la via del Legno organico, la vescica biliare, dan, e il
fegato, gan. o
La bile
Nella vescica biliare avviene poi la condensazione
della bile, ove il nome, huang
ye, il giallo liquore, evoca la sua sovrana e preziosa centralità. Tramite
il dotto coledoco la bile rientra infatti nella via intestinale riportando in
essa il prezioso liquore della viva memoria elaborata dal cervello intestinale
attraverso la corale risonanza organica da cui essa deriva. Al culmine
dell’intero metabolismo del cervello intestinale è dunque situata proprio la
vescica biliare, del cui valori ancestrale e psichico abbiamo già detto. o
Il soffio difensivo
Al termine dell’intera via purificativa del
cervello intestinale, nel fegato prende poi forma il soffio difensivo, wei qi,
da qui poi innalzato al polmone, fei, da cui è diffuso alla superficie
corporea che da quest’ultimo dipende.
L’eccezione rilevanza della formazione di wei qi nel cervello
intestinale e della sua ascesi dal riscaldatore inferiore al superiore, si
manifesta per altro nell’essere entrambi questi due organi, fegato e polmone,
abitati da gui, primitivi principi animici, hun, principi animici
terrestri, e po, principi animici terrestri, ed anche questo ne dichiara
il lignaggio celeste. Conviene ora
considerare il soffio difensivo, weiqi, principale frutto della cascata
metabolica purificatrice intestinale.
Esso fluisce ovunque nell’organismo, all’interno e all’esterno dei
canali e dei vasi energetici, e presenta complessa e peculiare circolazione
giornaliera.
La MC recita che esso circola infatti negli strati energetici yang durante
il giorno, e precisa come si tratti di attività di superficie che difende
l’organismo dalle aggressioni climatiche e ambientali, per questa sua funzione
weiqi è usualmente detto soffio difensivo.
Da quanto fin qui detto però ora emerge come quegli stessi strati yang
siano il luogo del cervello intestinale.
Il soffio difensivo, weiqi, irrora dunque durante il giorno il
cervello intestinale e ne attiva le funzioni, per poi circolare durante la notte
nella profondità degli organi.
E va notato come i due circuiti, il diurno e il notturno, si rapportino
specie tramite i vasi embrionari qiaomai, deputati ad adeguare i ritmi e
tempi organici con i ritmi e i tempi cosmici.
Il soffio difensivo presenta poi peculiare circolazione mensile lungo il
tronco, attraverso reparti del vaso governatore, dumai, e del vaso
organizzatore, chongmai, e peculiare circolazione stagionale secondo i
cinque elementi.
Come detto, weiqi è soffio ubiquitario nell’organismo,
intracellulare e intercellulare, centrale nei meccanismi umorali e nei dinamici
equilibri fra i diversi apparati sistemici, fondamento della difesa organica e
di altre funzioni primarie, fra cui la termoregolazione corporea.
Come
è nel suo ideogramma, il soffio difensivo regge la caratterizzazione corporea
individuale e la modalizza e qualifica all’interno e all’esterno, per questo
preferisco chiamarlo soffio espressivo.
Da
quanto ora detto risulta come la complessa coralità del cervello intestinale,
fondamentale funzione mentale organica cui ogni organo interno partecipa. o
Il soffio nutritivo e il sangue
A complemento, va qui ricordata la formazione e la
circolazione del soffio nutritivo, yingqi, che si realizza nel
riscaldatore superiore, shangjiao, a livello del polmone, fei,
mediante la coniugazione del soffio del cielo, tianqi, assorbito dal
polmone mediante il respiro, con il soffio alimentare, che vi è stato elevato
dal riscaldatore medio, zhongjiao, dall’attività della milza, pi,
che ha elaborato il soffio alimentare, guqi, digerito dallo stomaco.
Dal
polmone, il soffio nutritivo, yingqi, prende la via energetica, grande
circolazione e sequenza dei dodici canali principali attraverso i quali nutre di
soffi ogni loggia corporea.
Sempre nel riscaldatore superiore, shangjiao, a livello del cuore,
xin, si attua poi la formazione del sangue, xue, mediante la
coniugazione del soffio nutritivo, yingqi, con il liquidi organici, jingye.
Dal cuore, il sangue, xue, prende poi la via ematica
attraverso la quale nutre e umidifica ogni loggia corporea. o
Le
esperienze oniriche
In verità vi sono due stati di questa persona: lo stato di essere in
questo mondo e quello di essere nell’altro mondo. Esiste un terzo stato
dell’essere, quello del sonno. Nello stato intermedio dell’essere egli vede
gli altri due: quello di questo mondo e quello dell’aldilà. Quando entra in
questo terzo stato dell’essere, poiché esso costituisce un avvicinamento allo
stato dell’essere dell’altro mondo, egli li vede entrambi, vede cioè i
dolori e lo gioie. Quando si addormenta, portando con sé tutti gli elementi che
compongono questo stato dell’essere, egli li separa e li riunisce come gli
pare, sognando per mezzo dell’irradiazione della sua stessa luce. Allora
questa persona diventa la sua stessa luce.
Rg Veda Altro
chiaro segnale delle relazioni tra i due cervelli sta nel rilevante metabolismo
precisato dalla MC cui entrambi partecipano riguardante le fasi oniriche. o
Ideazioni
e sogni cognitivi Quanto
al cervello superiore, shangnao, sono qui proprio i principi spirituali, shen,
a muoversi liberamente nel cielo oltre i confini del corpo materiale, fondandosi
proprio sul corpo materiale quale ancora e sicurezza, e realizzano così
luminosi incontri con altri principi spirituali loro simili. E’ dunque
riimmergendosi nell’oceanica matrice spirituale del cielo anteriore, che
durante il sonno i principi spirituali ritrovano la completezza sapienziale che
è loro propria e riportano all’organismo dormiente informazioni e esperienze
che esso vive in chiave onirica, attraverso ideazioni e sogni di carattere
cognitivo. In questo libero movimento aereo i principi spirituali, shen,
vengono supportati dalla famiglia animica, gui, di origine celeste, hun,
mediante il dinamismo celeste che le è proprio. o
Sogni
riequilibrativi Quanto
poi al cervello inferiore, xianao, è qui la famiglia animica, gui,
di origine terreste, po, a reggere mediante l’ordine organizzativo che
le è proprio i metabolismi organici e le relative esperienze oniriche,
anch’essa supportata dal dinamismo aereo della famiglia animica, di origine
celeste, hun. E’ attività profonda rivolta ad armonizzare gli
squilibri organici dovuti a fattori stressanti e a eccessi e ristagni emozionali
che si instaurano a livello degli organi interni a seguito di eventi della vita
diurna.
Promossa dalla famiglia animica di origine terreste, po,
attraverso il fluire del soffio difensivo, wei qi, a livello degli organi
interni secondo il ciclo di dominazione, ke, si attua infatti
un’esperienza onirica che si rivela via e modo per fare esperire
all’individuo attraverso il vissuto onirico quelle dinamiche esperienziali e
emozionali che permettono il riequilibrio dei ristagni e degli eccessi profondi
senza interagire sul piano della realtà
e indipendentemente dagli aspetti coscienti di cuore, xin, e di spirito, shen,
ovvero senza la formazione di contrasti esteriori e di conflitti interiori.
Si tratta dunque qui di sogni di carattere immaginativo e funzione
riequilibrativi. o
Sogni
e memoria
Quanto
poi al ricordo dei sogni dopo il risveglio, si noti l’ulteriore
sottigliezza di questo metabolismo, tale che la memorizzazione
dell’esperienza onirica può essere chiara e presente o realizzarsi
accennata e vaga o risultare del tutto assente, in relazione alle
dinamiche fra squilibri organici e aspetti coscienti e incoscienti, ove
interagiscono i principali momenti vitali organici, cuore, xin, e fegato,
gan, e metabolismo di sangue, xue, e di soffio, qi, e di
organi e visceri, zangfu, e cammini di anime, gui, hun, po,
e aleggiare di spiriti, shen. o
Sogni
e ricerca scientifica Interessante
notare come queste conoscenze MC risultino non solo coerenti con le recenti
ricerche scientifiche del settore, ma tali da poterne indirizzare i prossimi
passi.
La scienza moderna chiarisce infatti come durante l’attività onirica,
tipica ma non esclusiva del sonno
rem, il cervello non risponda a stimoli esterni ma al tempo stesso la coscienza
sia attiva seppure in uno modo diverso e alterato rispetto allo stato di
coscienza della veglia, nella fase del sonno rem il cervello genera infatti
cosmi di esperienze coscienti disconnesse dalla contemporanea realtà esterna.
Nelle
ricerche di G. Tonoli, neuro scienziato dell’Università del Winconsit,
mantenendo le palpebre aperte ad una persona in sonno rem e proiettandole negli
occhi un film, le immagini vengono percepite e trasportate dai nervi ottici fino
alla corteccia celebrale dove però si fermano. Vi è dunque un misterioso
cancello funzionale che ne impedisce le ulteriori diffusioni organiche, esiste
quindi una sconosciuta barriera fisiologica che protegge lo sviluppo dei sogni.
Circa poi la sconosciuta sorgente organica dei sogni il Tononi considera
due ipotesi che la individuano in aree differenti del cervello.
La
prima ipotesi riecheggia teorie freudiane e riconosce la sorgente endogena dei
sogni nella corteccia cerebrale che imposta i sogni secondo temi che le premono
in modo particolare. A partire da questi temi centrali i sogni si organizzano
poi mediante convergenze e commistioni di elementi diversi e di fattori
disparati presenti nelle varie aree del cervello, di qui la parzialità delle
logiche e la complessità dei percorsi che li sottendono.
La seconda ipotesi è invece che la sorgente endogena dei sogni sia in
aree profonde cerebrali che inviano alla corteccia cerebrale stimoli sensoriali
disordinati ma importanti che la corteccia si sforza poi di interpretare
organizzandoli seppure parzialmente nei sogni. E’
qui che la MC può oggi aiutare le vie e le cognizioni della ricerca moderna,
invitandola a non separare lo studio funzionale del cervello da quello del resto
del corpo, dato che proprio dalla profondità organica e dagli organi interni
toracici e addominali provengono secondo la tradizione i contingenti emozionali
che la weiqi muove ed invia al
cervello al fine di riequilibrare ristagni ed eccessi patogenetici mediante le
esperienze oniriche. Proprio nel preciso metabolismo sonno veglia della weiqi
va quindi ricercata la prima citata limitazione fisiologica propria del
sonno rem della penetrazione di afferenze visive.
Muovendo da queste conoscenze MC un’ importante area della ricerca
moderna consiste oggi dunque nel riconoscere quali fattori e mediatori e
trasmettitori e modulatori toracici e addominali partecipino ai fisiologici
metabolismi emozionali onirici, da intendersi comunque di carattere
preventivo rispetto all’instaurarsi di squilibri profondi e ristagni patogeni.
Va da ultimo notato come il vasto campo dei mediatori, dei trasmettitori e dei
modulatori organici sia da tempo sotto l’attenzione della scienza moderna, che
quindi potrebbe agilmente ampliare le proprie strade di ricerca alle nature e
alle dinamiche oniriche ricercandole giusto al crocevia fra il sonno, lo stato
alterato di coscienza, e le funzioni metaboliche e organiche toraciche e
addominali. Una
volta Chuang tzu sognava di essere una farfalla che svolazzava lieta della sua
sorte e ignara di essere Chuang tzu. Si risvegliò d’un tratto e si accorse di
essere Chuang tzu. In seguito non sapeva se era Chuang tzu che aveva sognato di
essere una farfalla oppure se era una farfalla che ora sognava di essere Chuang tzu. Fra lui e la farfalla restava
comunque una differenza. Quanto chiamano metamorfosi dei viventi.
Chuang tzu ·
Shennao, il cervello corporeo in VMC La
MTC riferisce il tessuto midollare all’elemento Acqua, e inserisce la pelle e
la carne e l’osso fra i visceri embrionari, qihengfu, di pertinenza
quindi ancestrale. Importante è quindi il riferimento al Cielo anteriore e al
soffio sorgivo, yuanqi. Da notare comunque la sensibilità tattile,
propria della superficie corporea, sia riferita all’attivazione del cuore, xin.
Si introduce quindi anche nel cervello corporeo, shennao,
l’imprescindibile equilibrio Acqua Fuoco. Il riferirsi della pelle al Metallo e quindi al polmone e al riscaldatore
superiore, rimanda poi ancora ai rapporti fra i Riscaldatori inferiore e
superiore, specie quanto ai soffi e ai liquidi organici. Il
cervello somatico nonario Nove
modi di agire. Il primo modo di agire è pianificare a tavolino. Il secondo modo
di agire è esitare sempre e comunque. Il terzo modo di agire è avere fiducia
in se stessi. Il quarto modo di agire è rivolgersi unicamente all’esterno. Il
quinto modo di agire è fondarsi sull’armonia interiore. Il sesto modo di
agire è sorgere. Il settimo modo di agire è calare. L’ottavo modo di agire
è perdere. Il nono modo di agire è andare in totale rovina.
Yang Xiong,
Taixuanjing L’esperienza
di identità e di coscienza umana si fonda dunque anatomicamente nell’unità
trina del cervello somatico, sannao,
insieme funzione ancestrale di natura potenziale che al vivente deriva dal Cielo
anteriore e che sta poi a lui rendere effettuale e manifestare e realizzare nel
Cielo posteriore.
Conviene comunque chiarire qui come il sannao, la trina unità cerebrale somatica sia struttura
anatomico funzionale tripartita in tutte e tre le sue regioni, ne deriva una
struttura cerebrale somatica nonaria, jiunao.
Nella
formulazione del tessuto dell’esistenza la tradizione cinese ci consegna
infatti un telaio nonario che muove da un’origine trina. Ogni realtà organica
ne è specchio, unità trina che a sua volta pur mantenendo la sua unità si
realizza in raffigurazione nonaria. Conviene approfondire il tema.
I Tre Soffi e i Nove Cieli Emanazioni prime di dao, la Via, sanqi, i Tre Soffi primordiali, sono di tre colori. Dalle radici dell’esistenza xuan, il verde soffio misterioso, shi, il giallo soffio originaro, yuan, il bianco soffio sorgivo, procedono coniugandosi e intrecciandosi. In risonanza reciproca, i Tre Soffi, xuan, yuan, shi, e i Tre Cieli, qingwei, yuyu, dache, cerchiano e al tempo stesso quadrano se stessi evolvendo in nove soffi e nove cieli. E’ il fondamento della rete senza tessitore, prima matrice dell’esistenza. · Xuan, il soffio misterioso, è verde. E’ leggero e puro. Si libra lieve verso l’alto e forma il Cielo. Lo stato gassoso dell’esistenza materiale da esso deriva. Sue sono le tinte dell’aspetto esterno dell’esistenza, azzurro, blu, verde, sono i colori dell’incontro del cielo e della terra, aria e atmosfera, anche la superficie terrestre risponde con le stesse tinte, fiume, mare, bosco, prato, stelo. · Shi, il soffio originario è giallo. E’ pesante e torbido. Si condensa in basso e forma la Terra. Lo stato solido dell’esistenza materiale da esso deriva. Sue sono le tinte dell’aspetto interno dell’esistenza, zolla, terra, pietra, roccia, legno, carne. Sua è la matrice di ogni forma esistente, minerale, vegetale, animale. · Yuan, il soffio della sorgente è bianco. Sue sono le tinte della trasparenza e del candore. E’ il bianco delle nuvole. Nel tradursi nell’esistenza il soffio yuan si fonde e liquefa, dando forma all’acqua in terra e, secondo la voce tradizionale, alle stelle in cielo. Lo stato liquido dell’esistenza materiale da esso deriva. · I tre stati materiali dell’esistenza, solido, liquido, gassoso si realizzano dunque dalla natura dei tre soffi primordiali, i soffi dei tre colori, xuan, shi, yuan, il verde soffio misterioso, il giallo soffio originario, il candido e trasparente soffio sorgivo, e la trama nonaria in cui l’esistenza è tessuta ne viene. I
tre veicoli cerebrali e i nove gradi La
tradizione cinese chiarisce dunque nel continuo riferirsi all’unità triadica
Terra Uomo Cielo i diversi complementari ambienti terrestri e umani e celesti, e
nei diversi argomenti, anatomici come clinici, segnala la prevalenza dei Tre
veicoli, inferiore, medio, superiore, ognuno dei quali a sua volta
individuabile secondo l’identica unità triadica in Tre gradi.
La realtà, i concetti e i termini, di tre
Veicoli e di nove Gradi risulta
così nel solco stesso della tradizione, è identica grata specificata adeguata
ai diversi ambiti della materia tradizionale.
Ecco ora come in anatomia funzionale l’identica misura in nove reparti
ci indirizza ad individuare la struttura
cerebrale somatica in tre gradi in ognuno dei già introdotti tre cervelli
somatici, cervello celeste, tiannao, cervello terrestre, dinao, cervello
corporeo, shennao. Vi
sono nove terre. La prima terra è sabbie e fango. La seconda terra è palude e
stagni. La terza terra è isola e rive. La quarta terra è campi bassi. La
quinta terra è campi medi. La sesta terra è campi alti. La settima terra è
bassa montagna. L’ottava terra è media montagna. La nona terra è alta
montagna.
Yang Xiong, Taixuanjing I tre cervelli cefalici L’esperienza
di identità e di coscienza umana si fonda dunque nell’unità trina della
triade cerebrale somatica, sannao,
insieme funzione ancestrale di natura potenziale che al vivente deriva dal Cielo
anteriore e che sta poi a lui rendere effettuale e manifestare e realizzare nel
Cielo posteriore.
Conviene ora introdurre come nel
cervello cefalico, cervello celeste, tiannao, si realizzi
l’identica trina unità anatomico
funzionale cerebrale cefalica. La stratificazione cerebrale cefalica,
prodotto evolutivo di una sovrapposizione di tre strutture cerebrali fra loro
connesse, si compone infatti di tre cervelli cefalici, di cui conviene
qui una sintetica introduzione. E’ stratificazione propria sia di taluni abiti
della MM. Ne conviene una breve disamina.
·
Il
cervello rettile, panao: conosciuto come primo cervello è formato dal paleoencefalo, ed è
rappresentato dall'ipotalamo. Deriva dal cervello dei grandi rettili antichi ed
elabora la vita istintuale e le sue espressioni primarie alla sopravvivenza.
·
Il
cervello mammifero, bunao: conosciuto come secondo cervello
è il mesencefalo, strutturato nel sistema libico, elabora la vita emotiva e
affettiva. E’ aspetto evolutivo proprio dei mammiferi, animali a sangue caldo
che vivono un intenso rapporto affettivo con i propri cuccioli e nella vita
interindividuale, nel processo evolutivo si è fatto predominante nella specie
umana. ·
Il cervello umano,
rennao: conosciuto come terzo
cervello è il neoencefalo, la
corteccia e gli emisferi cerebrali, il cui sviluppo é caratteristica della
specie umana. Rappresenta l’apice evolutivo, deputato alle funzioni mentali
complesse e superiori, l’immaginazione, il pensiero, la ragione, la cultura. Si tratta dunque
stratificazione cerebrale cefalica a cipolla che nel suo centrale nucleo
profondo, il cervello rettile, panao, somaticamente riferibile al
cervello rachideo, cervello corporeo,
shennao, mantiene le ancestrali radici animali da cui deriva. Queste primitive
funzioni mentali vengono poi implementate nelle funzioni nel successivo processo
evolutivo, instaurando e modellando su di esso strutture e funzioni superiori,
il così detto cervello mammifero, bunao, riferibile al cervello
intestinale, cervello terrestre, dinao. Il successivo
implemento funzionale, il così detto cervello umano, rennao, è
somaticamente riferibile al cervello
cefalico, cervello celeste, tiannao. E va infine notato come queste due differenti
stratificazioni cerebrali organiche siano fra loro in relazioni
anatomiche e funzionali ed in complementari vicendevoli risonanze.
Certo
quanto qui introdotto rappresenta poco più di una proposta nosologica ed il
tema rimane del tutto aperto. Se lo vorremo, non mancheranno per altro occasioni
per avvicinare gli inerenti reparti, oltre che fisiologici, patologici e
diagnostici e terapeutici. Struttura
cerebrale somatica e
stratificazione cerebrale cefalica in VMC Struttura
somatica
Stratificazione cefalica cervello celeste, tiannao
cervello
umano, rennao cervello terrestre, dinao
cervello mammifero, bunao cervello corporeo, shennao cervello
rettile, panao I tre cervelli intestinali e i tre cervelli rachidei Dato
che questa introduzione non intende porsi come esaustiva ma anzi come
assolutamente iniziale, scegliamo di lasciare questo paragrafo incompiuto.
E’ infatti nostro intento stimolare nel lettore le capacità ideative e
elaborative in termini VMC e il tema anatomofisiologico cerebrale ci pare quanto
mai indicato.
Potrà non risultare difficile individuare nel cervello intestinale tre
gradi anatomofisiolofici, forse recuperando le complementari strutture e
funzioni dei due principali plessi nervosi inerenti, il sottomucoso di Meissner e il mienterico di Auerbach, forse distinguendo sottostrutture in essi, forse
riferendosi alla struttura dei neuropressori perianali, forse risolvendo in
altro modo ancora l’unità trina cerebrale intestinale.
Parimenti, diverse e numerose potranno essere le letture dei tre gradi
anatomofisiolofici e le complementarità degli ambienti Terra, Uomo, Cielo nel
cervello rachideo, forse distinguendo le periferie dermocutanee e gli
inerenti ambienti corpuscolari sensitivi, forse indagando le regioni
cellulari neuronali degli archi riflessi e le inerenti ascendenti e discendenti
proiezioni cefaliche. Comunque sia, lasciare l’argomento
momentaneamente indefinito e chiedere al lettore di impegnarsi a risolverlo, ci
pare l’esatto significato del nostro attuale lavoro e della nostra ricerca.
All’occasione notiamo infine come il concetto di unità trina cerebrale possa
venire svolto in varie accezioni, in senso anatomico quale presenza di cellule
neuronali come in questo capitolo, come pure in senso funzionale, prescindendo
dalla presenza neuronale, quale generale attività di gestione delle informazioni e
delle relazioni organiche, come nel contributo di Franco Caspani al mio La
pratica della Vera Medicina Cinese edito Jaca Book, Milano 2010.
Confidiamo
di essere compresi nell’intento di realizzare nei fatti quella misura multiforme e polisemica che è nell’impronta stessa della medicina
cinese, ad indicare l’attuale rilevanza della via elaborativa ed
ideativa e della ricchezza di complementarità di sguardi e visioni della Scuola
del Metallo, convergenti nell’assoluta priorità di rintracciare vive
conoscenze insieme antiche e nuove per fare davvero nostra la sapienza
tradizionale. Manifestazione
e prestazione Rilevanti
informazioni circa la funzione mentale riservano le note embriogenetiche
riguardo agli otto vasi embrionari, qimai. Di questi i primi quattro
vasi, appartenenti al cielo anteriore, houtian, valgono a strutturare il
primo nucleo embrionario, menre i seguenti quattro vasi, appartenenti al cielo
posteriore, xiantian, valgono a strutturare fin nei tempi embrionari la
connessione con l’ambiente. Di questi il circuito yinyang dei qiaomai
sopravvede infatti all’adeguamento agli eventi ambientali ciclici e
ritmici, mentre il circuito yinyang dei weimai organizza
l’adattamento agli eventi ambientali straordinari e imprevisti.
Fin nella vita endouterina la capacità evolutiva e la reale salute
organica sono dunque in gran parte espressione della capacità di risposta ai più
diversi fattori ambientali, e nei tempi e nei modi del ripristino omeostatico
organico, ciò che va inteso quale espressione dell’attività mentale.
Inscindibili dalla capacità di adattamento e altrettanto centrale nella
funzione mentale sono poi la capacità difensiva di cui abbiamo ampiamente
trattato, e la capacità direttiva, fang, capacità di individuare e
perseguire rettamente i propri passi e le proprie scelte lungo il proprio
contesto e scenario vitale, concepito nel senso più vasto. Concludendo
il capitolo annotiamo la rilevanza dell’appropriata capacità di manifestare
correttamente se stessi, il proprio nome e la propria cifra, stabilmente,
adeguandosi al contesto interiore di pulsioni e di concezioni, ed al contesto
esteriore di insegnamenti e stimoli ambientali, rappresenti così la prima e
massima espressione della funzione mentale e organica, il significato stesso dei
singoli percorsi terreni, da percorrere e perseguire comunque con ogni
intento e impegno costante. Questo è la manifestazione che compete al vivente, segnalare il proprio modo e
la propria tinta, pensieri e parole ed opere. Questo, non massimizzare e
massificare i risultati finali delle proprie azioni, quella prestazione
su cui la società e la scienza moderna tanto oggi si interroga e ricerca, su
cui tanto elucubra e protocolla, trattamenti diversi comprendento varietà di
stimolazioni cerebrali e organiche nel tentativo di potenziare le
prestazioni individuali comunque considerate, capacità mentali, potenze
sessuali, eterne giovinezze. Tutto questo vale unicamente a testimoniare gli
odierni pandemici costanti sentimenti di insufficienza e inadeguatezza assurti
ormai a pretesi dinamismi fisiologici individuali e sociali, tangibili estratti
della dilagata mancanza di fiducia nell’esistenza, padre e madre e figlio,
che ad ogni passo ci protegge e regge e conduce. Tutto questo è cadere
nell’agguato e cedere alla tentazione. Il lignaggio antico mai se ne cura
e per quel nulla che vale noi neppure.
La Scuola del Metallo Questa relazione è dunque stata svolta
nel lignaggio della Scuola del Metallo,
realtà della medicina cinese oggi pienamente emersa in cui l’ascolto e il
contatto, la meditazione e la contemplazione, eletti e praticati quali fidati
maestri dell’atto salutare e dell’agire curativo, realizzano i diversi corpi
medici tradizionali nel recupero delle qualità esperienziali della sapienza
antica, promuovendoli nel correggere l’esasperazione razionale caratteristica
del secolo passato, e supportandoli nel confronto con i protocolli sperimentali
della medicina moderna. Nel compendio della Scuola
del Metallo il sovralogico e il sovraconscio ritrovano così la loro antica
rilevanza e il loro primario spazio al fianco del logico e del razionale. E’
il segno dell’avvenuto recente avvio
della Vera
Medicina Cinese, VMC, stabile
espressione del recupero della misura esperienziale che dal compendio
tradizionale è stata via via rimossa. La Vera
Medicina Cinese e la Scuola del
Metallo che la interpreta danno dunque immagine e forma all’attuale
rinnovata vitalità della tradizione antica, nuova intima fertilità che deriva
loro dall’essersi pienamente collegate all’originaria sorgente culturale.
E’ odierna capacità conoscitiva e creativa ben radicata nella purezza del
lignaggio antico e a suo tramite riunita alla comune radice culturale umana. La
via è celebrare la misura tradizionale scoprendola e interpretandola in sé
ideandola e elaborandola metabolizzando i nuclei della conoscenza antica e
traducendoli nell’oggi, facendoli nostri, fattivi e vivi. Il
Ciclo delle Cinque Scuole Conviene infine uno
sguardo all’evoluzione storica della MTC in occidente, che si è delineata in
momenti e modi e modelli successivi di un ciclo che conviene riassumere
applicando la Legge dei cinque elementi secondo la regola fisiologica
nonno nipote, l’ordine che presiede alla forma e alla misura. Lo sviluppo
dell’agopuntura e della MTC dapprima in Europa e in seguito in ogni continente
si è infatti manifestato in un completo Ciclo dei cinque elementi, che
si è attuato secondo il rapporto così detto di dominazione, ciclo ke,
centrale nel delineare la realizzazione, forme e confini, misure e perimetri, e
che per questo si rappresenta quindi nel succedersi degli eventi
sociali e storici. Hanno preso così forma cinque successive Scuole. ·
L’elemento iniziale del ciclo, il Legno, fu
realizzato dalla scoperta della sapienza
estremo-orientale ad opera dello sguardo sinologico e
fideistico della scuola sinologica europea dell’Ottocento. Nella
Scuola del Legno sono riconoscibili due
principali estrazioni. La prima, religiosa, fu nella gran parte gesuita,
francescana, domenicana, carmelitana, mentre la seconda, laica, fu per lo più collegata alla Compagnia
olandese delle Indie Orientali. ·
L’elemento seguente, la Terra, venne
interpretato dalla scuola francese della prima metà del Novecento. La Scuola
della Terra produsse l’attenta
semina e il progressivo fertile attecchimento nella terra europea della cultura
e della medicina cinese. ·
L’elemento Acqua fu in seguito rappresentato
dalla
scuola anglosassone
degli anni Ottanta. La Scuola dell’Acqua
sostenne l’ampliarsi e il dilagare della MTC entro e fuori i confini europei e
ne promosse l’integrazione con la medicina moderna. ·
L’elemento Fuoco venne in seguito realizzato
negli anni
Novanta dalla
scuola americana e dalla scuola cinese recente. La Scuola del Fuoco attuò la conversione
della MTC in termini di medicina moderna mediante l’adozione dei modelli
razionali e sperimentali, anche a costo della rinuncia alle conoscenze ed
esperienze sovrarazionali tradizionali. ·
L’elemento
Metallo rimanda infine alla profonda purezza preziosa. In questo
terzo millennio la Scuola del Metallo rappresenta una
delle principali caratteristiche di almeno una porzione dell’attuale
generazione di agopuntori. Si segnala per la considerevole capacità ideativa e
elaborativa in termini MTC. Parole
Chiave ·
Tiannao
- Cervello celeste, a
localizzazione cefalica - Cerveau du ciel,
à la localisation céphalique ·
Dinao
- Cervello terrestre, a
localizzazione intestinale - Cerveau du
la
terre, a la localisation intestinale ·
Shennao
- Cervello corporeo, a
localizzazione rachidea - Cerveau du corp,
a la localisation vertébrale ·
Scuola
del Metallo - Ecole du Métal Dott. Carlo Moiraghi, Direttore
Scuola ALMA di Agopuntura ALMA - Associazione Lombarda Medici Agopuntori Via
Sambuco 12 20122 Milano tel 028361618
fax 028392468 email
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